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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39772/2025 del 10/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato l'assoluzione pronunciata dalla Corte d'Appello di Bari per insufficiente e carente motivazione: secondo il PG la Corte d'appello ha travisato le prove, ha dato eccessivo rilievo a contraddizioni formali e a "non ricordo" delle persone offese e dei testimoni, senza confrontarsi adeguatamente con la motivazione articolata del Tribunale di primo grado che aveva ritenuto provato un tentativo di furto con strappo. Il PG lamenta quindi difetto di motivazione rafforzata da parte del giudice d'appello e il mancato adeguato esame delle risultanze probatorie e delle dichiarazioni rese in fase di indagine e in dibattimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore Generale, ha annullato la sentenza della Corte d'Appello di Bari e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della stessa Corte per nuovo esame. La Suprema Corte ha rilevato che la motivazione dell'appello è insufficiente rispetto all'obbligo di "motivazione rafforzata" quando il giudice d'appello riforma in senso assolutorio una sentenza di condanna, e ha pertanto cassato per vizio motivazionale (travisamento della prova e carenza argomentativa).

Norme richiamate

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Disciplina le conclusioni per l'udienza a trattazione scritta e la facoltà di chiedere la trattazione in pubblica udienza; nel procedimento le parti hanno presentato conclusioni scritte e non è stata richiesta la trattazione orale.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173, comma 1, disp. att.

    Limita la estensione dei motivi di ricorso e autorizza ad enunciare i motivi nei limiti strettamente necessari per la motivazione; il PG ha formulato il ricorso nei limiti richiesti.

  • art. 603 cod. proc. pen.

    La Corte osserva che, a prescindere dalla previsione del comma 3-bis, sorge l'obbligo di motivazione rafforzata per il giudice d'appello che intende riformare la decisione di primo grado.

  • Giurisprudenza consolidata (Sezioni Unite e altre pronunce)

    es. Sez. U. n. 14800/2017, Sez. U. n. 33748/2005, e numerose altre pronunce citate in motivazione

    Costituisce principio consolidato che il giudice d'appello che riforma una sentenza di primo grado (in particolare verso l'assoluzione) deve fornire una motivazione rafforzata: analisi penetrante della decisione impugnata, spiegazione puntuale delle ragioni per cui la valutazione delle prove è diversa e dimostrazione dell'insostenibilità logico-giuridica degli argomenti rilevanti della prima decisione.

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello riforma una condanna in senso assolutorio è obbligata a una "motivazione rafforzata": deve confrontare e criticare puntualmente la motivazione del primo giudice e spiegare perché attribuisce diversa valenza alle stesse prove.
  • Contraddizioni o imprecisioni formali nelle dichiarazioni dei testimoni (anche "non ricordo") non sono automaticamente decisive: vanno valutate nel loro rilievo materiale e temporale e rapportate alla plausibilità complessiva del racconto e alle dichiarazioni rese immediatamente dopo il fatto (es. verbali di intervento).
  • La Corte d'appello non può fondare l'assoluzione su ricostruzioni ipotetiche o speculative non sorrette dal materiale probatorio dibattimentale; le alternative possibili devono essere ragionate e documentate rispetto alle risultanze del primo grado.
  • In caso di impugnazione da parte del PG, è efficace dimostrare il travisamento della prova e l'omissione di un confronto critico con la sentenza di primo grado, evidenziando quali passaggi logici manchino nella motivazione d'appello.
  • Al giudice rinviato spetta rivalutare compiutamente il materiale probatorio e motivare in modo esaustivo le ragioni delle eventuali conferme o delle nuove valutazioni, tenendo conto anche delle dichiarazioni rese in sede di indagine precoce.

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