Cassazione Penale, Sentenza n. 40519/2024 del 05/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore ha impugnato la pronuncia di condanna per ricettazione e utilizzo indebito di carta di credito/bancomat, censurando il riconoscimento, da parte del Tribunale di Udine, dell'attenuante prevista dall'art. 648, comma 4, cod. pen. per la ricettazione. Il PM ha sostenuto che il Tribunale ha motivato la tenuità del fatto sul presupposto che i prelievi effettuati non fossero andati a buon fine, mentre la giurisprudenza consolidata richiede di valutare il danno in relazione alla potenziale utilizzabilità degli strumenti di pagamento, non al loro valore materiale o all'esito concreto dei singoli tentativi.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile il ricorso (cd. per saltum) e lo ha accolto. Ha annullato la sentenza impugnata nella parte relativa al riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 648, comma 4, cod. pen., ritenendo che per le carte di pagamento debba considerarsi il valore derivante dalla loro potenziale utilizzabilità e che l'esistenza di più tentativi di prelievo (anche se non andati a buon fine) denota una potenziale utilizzazione seriale incompatibile con la particolare tenuità del fatto. La Corte ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Trieste, indicandone i criteri di comparazione delle circostanze (art. 69 cod. pen.) e sottolineando l'impossibilità di bilanciare attenuanti con una sola aggravante separatamente.
Norme richiamate
art. 648 cod. pen.
La norma riguarda il delitto di ricettazione; l'attenuante prevista va valutata tenendo conto del danno potenziale derivante dalla utilizzabilità degli strumenti (es. carte di pagamento), non del valore materiale del supporto o dell'esito concreto di singoli tentativi.
art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.
Norma che individua, tra i motivi di ricorso per cassazione, la violazione di legge nella motivazione; è il motivo articolato dal Procuratore per censurare la valutazione dell'attenuante.
art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen.
Prevede la possibilità di trattazione orale; qui non è stata richiesta dalle parti, quindi il procedimento è stato trattato con contraddittorio scritto.
art. 569, comma 4 cod. proc. pen.
Disciplina gli effetti del ricorso cd. per saltum del pubblico ministero: il ricorso diretto per cassazione si utilizza quando il PM impugna la sentenza abbreviata; se non ricorre anche l'imputato, il rimedio rimane in Cassazione e, in caso di annullamento, segue rinvio ad altra sede (qui Corte d'appello di Trieste).
art. 69 cod. pen.
Stabilisce che la comparazione tra circostanze (attenuanti e aggravanti) ha carattere unitario: il giudice deve confrontare simultaneamente tutte le circostanze rilevate, non bilanciare singole attenuanti con singole aggravanti isolatamente.
Massime di principio
- Nella ricettazione di carte di pagamento il criterio di valutazione della "particolare tenuità" è il danno potenziale derivante dalla loro utilizzabilità, non il valore materiale del supporto.
- Il fallimento di singoli tentativi di utilizzo (prelievi non andati a buon fine) non esclude il carattere offensivo rilevante del reato se è possibile una utilizzazione seriale dello strumento.
- Se sono presenti più tentativi o modalità che denotano potenziale utilizzazione seriale, è difficile riconoscere l'attenuante di particolare tenuità.
- Il pubblico ministero che impugna una sentenza abbreviata per vizio di legge nella determinazione della pena deve esperire il ricorso diretto per cassazione (ricorso per saltum); esso non si trasforma in appello se non è contestuale il gravame dell'imputato.
- In caso di annullamento per vizi nella valutazione delle circostanze, il giudice di rinvio (Corte d'appello) dovrà procedere alla comparazione unitaria di tutte le circostanze ai sensi dell'art. 69 c.p., considerando tutte le attenuanti e aggravanti insieme.
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