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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25966/2023 del 15/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la condanna per inottemperanza al decreto di espulsione (art. 14, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998). Il ricorrente, tramite difensore, proponeva tre motivi: 1) violazione di legge per omessa traduzione dell atto di citazione e mancato intervento dell interprete (art. 143, 179 e 601 c.p.p.); 2) vizio di motivazione in relazione all elemento soggettivo del reato, contestando la prova della volontarietà della condotta; 3) mancata applicazione dell art. 34 d.lgs. 274/2000 (causa di non punibilita per particolare tenuità del fatto) e omissione dei criteri di quantificazione della pena

La decisione

La Corte ha ritenuto i primi due motivi inammissibili o manifestamente infondati: dagli atti risultava che l imputato comprendeva e parlava italiano e la sentenza di merito aveva adeguatamente motivato sulla consapevolezza del ricorrente circa l ordine di allontanamento. Il terzo motivo, relativo all applicazione dell art. 34 d.lgs. 274/2000, e stato accolto: la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla mancata valutazione della causa di non punibilita e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Giudice di pace di Frosinone, in diversa persona fisica, affinche valuti liberamente l applicabilita dell art. 34 al fatto concreto. Le questioni di dosimetria risultano assorbite

Norme richiamate

  • art. 34 d.lgs. 274/2000

    Causa di esclusione della punibilita per particolare tenuita del fatto. Va applicata valutando il fatto concreto e non la fattispecie astratta; il giudice deve considerare congiuntamente indici come l esiguita dell offesa, l occasionalita della violazione, il ridotto grado di colpevolezza e il pregiudizio che il procedimento penale puo arrecare alla vita del soggetto

  • art. 143 cod. proc. pen.

    Disciplina l assistenza dell interprete. La Corte chiarisce che il diritto all interprete non scatta automaticamente per lo status di straniero ma solo se emerge l incapacit a comprendere la lingua italiana; occorrono elementi univoci che indichino tale incapacita

  • art. 14, comma 5-ter, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    Norma che incrimina l inottemperanza al decreto di espulsione. Nel caso di specie e la disposizione che costituisce il titolo di reato contestato al ricorrente

  • art. 623, comma 1, lett. d), cod. proc. pen.

    Norma procedurale che consente l annullamento con rinvio; utilizzata dalla Corte per disporre la rinnovazione del giudizio limitatamente alla valutazione dell applicabilita dell art. 34

  • art. 179 e art. 601 cod. proc. pen.

    Articoli richiamati dalla difesa rispetto a vizi di notificazione e traduzione; la Corte li ha considerati in relazione alla contestazione sull interprete ma ha escluso la violazione sulla base degli elementi documentali che provavano la conoscenza della lingua italiana da parte dell imputato

Massime di principio

  • Il diritto all interprete non e automatico per lo straniero: il giudice deve valutare elementi concreti che dimostrino l effettiva incapacita di comprendere l italiano prima di dichiararne la necessit
  • La causa di non punibilita per particolare tenuita (art. 34 d.lgs. 274/2000) si applica anche ai reati di immigrazione irregolare ma va valutata sul fatto concreto, considerando congiuntamente indici quali esiguita dell offesa, occasionalita e ridotto grado di colpevolezza
  • Se il giudice di merito non si pronuncia sulla richiesta di applicazione dell art. 34, la sentenza puo essere annullata in Cassazione e rinviata per nuovo giudizio; per il difensore e quindi cruciale sollecitare e motivare adeguatamente tale richiesta in primo grado
  • Per contestare la volontarieta in reati di inottemperanza a provvedimenti amministrativi e necessario fornire elementi concreti che dimostrino l assenza di consapevolezza dell ordine (ad es. mancanza di notifica comprensibile), non una mera doglianza generica
  • In caso di condanna per ingresso/soggiorno irregolare o inottemperanza a espulsione, e utile documentare elementi personali e familiari (lavoro, famiglia, salute, studio) che possano sostenere l applicazione dell art. 34 o comunque influire sulla dosimetria della pena

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