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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 2004/2022 del 24/01/2022

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'INPS impugnava la decisione della Corte d'appello di Bologna che aveva escluso l'obbligo contributivo sui compensi corrisposti ad un istruttore sportivo (periodo marzo 2004 - ottobre 2007). L'Istituto sosteneva che l'art. 67, comma 1, lett. m) del TUIR, previsto a fini fiscali, non poteva operare quale esenzione rispetto agli obblighi previdenziali (ENPALS/INPS) e che le norme previdenziali speciali per gli addetti agli impianti sportivi richiedevano la contribuzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS confermando le statuizioni dei giudici di merito. Ha ritenuto applicabile, anche ai fini previdenziali, l'eccezione fiscale prevista dall'art. 67, lett. m) TUIR quando ricorrono i presupposti sostanziali: le prestazioni devono essere rese nell'ambito dell'esercizio diretto di attivita' sportive dilettantistiche (comprendendo formazione, didattica, preparazione e assistenza), devono non avere carattere professionale o costituire redditi di arti o professioni abituali né derivare da rapporto di lavoro dipendente, devono essere rese in favore di associazioni/società effettivamente dilettantistiche nella sostanza (onere probatorio a carico della parte che invoca l'esenzione) e, se compensi, rientrare nei limiti monetari previsti dall'art. 69 TUIR (soglia di riferimento €7.500,00 ratione temporis). Nel caso concreto i giudici di merito avevano accertato l'assenza di carattere professionale della prestazione e la natura dilettantistica concreta dell'Associazione, per cui non è dovuta la contribuzione. La Corte ha inoltre compensato le spese e disposto l'eventuale versamento del contributo unificato richiesto.

Norme richiamate

  • art. 67, comma 1, lett. m), TUIR

    "le indennita' di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati... nell'esercizio diretto di attivita' sportive dilettantistiche..."

    La Corte afferma che la disposizione, pur prevista per fini fiscali, puo' avere efficacia eccettuativa anche in materia previdenziale: i compensi rientranti nella lett. m) sono esclusi dall'imponibile contributivo se ricorrono i requisiti sostanziali (assenza di professionalita', rapporto non di lavoro dipendente, erogazione in favore di soggetti dilettantistici concretamente tali).

  • art. 69, comma 2, TUIR

    "€ 7.500,00 per anno d'imposta"

    Stabilisce la soglia entro cui i compensi qualificati ai sensi dell'art. 67 sono fiscalmente neutrali; la Corte ricorda che tale limite rileva anche ai fini dell'esenzione contributiva.

  • d.lgs. C.p.S. n. 708/1947 (art. 3)

    "addetti agli impianti sportivi"

    Norma istitutiva della tutela ENPALS che include tra i soggetti in linea generale gli addetti agli impianti sportivi; la giurisprudenza ha interpretato i decreti ministeriali successivi come esplicitazione di categorie gia' ricomprese nella norma originaria.

  • d.m. 15.3.2005, n. 17445

    "impiegati, operai, istruttori ed addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre, sale fitness..."

    Documento che dettaglia e specifica le categorie di lavoratori dello spettacolo/ sport soggetti alla gestione ENPALS; la Corte osserva che il decreto non ha creato una nuova categoria ma ha esplicitato figure gia' suscettibili di assicurazione.

  • art. 35, comma 5, d.l. n. 207/2008 (conv. con L. n. 14/2009)

    "nella espressione 'esercizio diretto di attivita' sportive dilettantistiche' sono ricomprese la formazione, la didattica, la preparazione e l'assistenza all'attivita' sportiva dilettantistica"

    Chiarisce che nell'ambito dell'art. 67 TUIR devono essere ricomprese anche le attivita' di formazione, didattica, preparazione e assistenza, ampliando il novero delle prestazioni che possono beneficiare del regime di favore.

  • art. 53, TUIR

    Richiamato per definire cosa si intenda per 'esercizio di arti e professioni' (attivita' abituale): se la prestazione e' svolta abitualmente e con carattere professionale, non puo' rientrare nella fattispecie di redditi diversi agevolati dall'art. 67.

  • legge n. 91/1981

    Ha delimitato l'ambito della previdenza per gli sportivi professionisti e demandato al CONI la distinzione tra attivita' professionistica e dilettantistica; la Corte usa il quadro storico-normativo per distinguere professionismo e dilettantismo.

Massime di principio

  • L'agevolazione fiscale prevista dall'art. 67, lett. m) TUIR puo' incidere anche sulla sussistenza dell'obbligo contributivo: se i requisiti di quella norma sono concretamente soddisfatti, i compensi possono non concorrere alla base imponibile previdenziale.
  • Spetta a chi invoca l'esenzione (associazione o percettore) dimostrare il requisito della effettiva natura dilettantistica dell'ente: l'affiliazione formale al CONI o a una federazione non è sufficiente di per sé.
  • Le prestazioni devono essere non professionali e non proprie di attivita' abituale: se l'istruttore/operatore svolge l'attivita' con carattere di professionalita' o abitualita' (o in rapporto di lavoro dipendente) l'esenzione non opera e i contributi sono dovuti.
  • La nozione di "esercizio diretto di attivita' sportive dilettantistiche" include formazione, didattica, preparazione e assistenza: quindi anche compensi per tali attivita' possono rientrare nell'esenzione, sempreche' ricorrano gli altri presupposti sostanziali e il limite monetario.
  • La valutazione e' eminentemente fattuale: il giudice deve accertare la concreta attivita' svolta, la sua occasionalita' o professionalita', la natura sostanziale dell'ente erogante e la corretta applicazione delle soglie previste dalla normativa fiscale.
  • Il decreto ministeriale che elenca categorie soggette alla gestione ENPALS/INPS non esclude che singole prestazioni, se dimostrate non professionali e rese nell'ambito dilettantistico concreto, possano esulare dall'obbligo contributivo nei limiti previsti.

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