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Sentenza

Sentenza n. 899/2026 - Palermo, Sezione 3

per l’ottemperanza della sentenza n. -OMISSIS-, resa sul ricorso R.G. n. -OMISSIS-25 dal Tribunale ordinario di Palermo, Sez. I civ., G.U. dott.ssa Caranna, in data 20.05.2025, notificata in data 22.05.2025 e passata in giudicata per mancata impugnazione;

Giustizia amministrativa202502113

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata tempestiva esecuzione di una sentenza civile passata in giudicato

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (genitore della beneficiaria)

Prevale il privato

La controversia

È stato proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale ordinario di Palermo, notificata e passata in giudicato per mancata impugnazione. Nelle more del giudizio il Comune di Palermo ha integralmente soddisfatto la pretesa della ricorrente, ma soltanto dopo l'incardinazione del ricorso. La ricorrente ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna dell'Amministrazione alle spese di lite secondo la regola della soccombenza virtuale. È stata inoltre chiesta la distrazione delle spese in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che la pretesa della ricorrente era stata pienamente soddisfatta nelle more del giudizio, ai sensi dell'art. 34, ultimo comma, c.p.a. Ha tuttavia condannato il Comune di Palermo al pagamento delle spese processuali, applicando la regola della soccombenza virtuale, poiché l'Amministrazione aveva ottemperato al titolo giudiziale soltanto dopo la proposizione del ricorso. Le spese sono state liquidate in € 552,00, oltre rimborso forfettario del 15%, IVA e CPA, con distrazione in favore del difensore antistatario. È stata disposta l'esecuzione della sentenza da parte dell'Autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 34, ultimo comma, c.p.a.

    il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere, allorché nelle more del giudizio la pretesa del ricorrente risulti pienamente soddisfatta

    La piena soddisfazione della pretesa nelle more del giudizio determina la cessazione della materia del contendere.

  • art. 114 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa del giudizio di ottemperanza; il testo non esplicita una specifica interpretazione ulteriore.

  • sentenza del Tribunale ordinario di Palermo passata in giudicato

    Costituisce il titolo giudiziale del quale è stata chiesta l'ottemperanza.

Massime di principio

  • Quando, nelle more di un giudizio di ottemperanza, l'Amministrazione soddisfa integralmente la pretesa riconosciuta dal titolo giudiziale, il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere.
  • La sopravvenuta cessazione della materia del contendere non esclude la decisione sulle spese; se l'Amministrazione ha adempiuto soltanto dopo la proposizione del ricorso, può essere condannata alle spese in applicazione della soccombenza virtuale.
  • In caso di condanna alle spese, queste possono essere distratte in favore del difensore che si sia dichiarato antistatario.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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