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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49473/2022 del 29/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso contro la conferma in appello della condanna pronunciata nel giudizio abbreviato per traffico di tabacco lavorato estero (artt. 291-bis e 291-ter d.P.R. 23/01/1973, n. 43). Il ricorrente contestava: a) l'utilizzo della sua confessione nonostante l'assenza di contributo alle indagini, chiedendo il riconoscimento delle attenuanti generiche (collegate a gravi difficoltà economiche conseguenti all'emergenza sanitaria); b) la ritenuta recidiva e l'aumento di pena (9 mesi) ritenuto sproporzionato rispetto alla pena base, sostenendo che le attenuanti equivalenti avrebbero dovuto neutralizzare l'aggravante ostativa e consentire misure alternative alla detenzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per la parte relativa al riconoscimento delle attenuanti generiche e all'accertamento di responsabilità (tale accertamento è divenuto irrevocabile). Quanto invece alla recidiva, la Corte ha ritenuto carente l'indagine di merito: la Corte territoriale si era limitata a richiamare i numerosi precedenti senza esaminare concretamente, secondo i criteri dell'art. 133 cod. pen., il rapporto tra le precedenti condanne e il fatto attuale (omogeneità, distanza temporale, tipo di devianza, ecc.). Perciò la sentenza impugnata è annullata limitatamente al punto concernente la recidiva e rinviata ad altra sezione della Corte di Appello di Napoli per nuovo giudizio. Nel resto il ricorso è dichiarato inammissibile e l'accertamento di responsabilità rimane irrevocabile.

Norme richiamate

  • artt. 291-bis e 291-ter d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43

    Norme suddivise relative al traffico/trasporto e sanzioni sul tabacco lavorato estero; applicate per la condanna penale, la confisca del prodotto e la determinazione della pena e della sanzione pecuniaria

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la valutazione delle circostanze attenuanti e della personalità del reo: il giudice di merito può basare la decisione anche su uno o pochi elementi ritenuti prevalenti, ma per la ricorrenza della recidiva deve operare un esame concreto del rapporto tra precedenti e fatto attuale (natura dei reati, omogeneità, distanza temporale, occasionalità, grado di offensività) e motivare adeguatamente tale valutazione

Massime di principio

  • La valutazione delle attenuanti generiche è giudizio di fatto: è sindacabile in Cassazione solo se la motivazione è contraddittoria o mancante; il giudice di merito può fondare la decisione su uno o pochi elementi dell'art. 133 cod. pen.
  • La confessione dell'imputato non determina automaticamente il riconoscimento delle attenuanti: se non ha apportato contributi utili alle indagini e la personalità del reo risulta negativa, il giudice può escluderle richiamando i precedenti
  • La ricorrenza della recidiva richiede un accertamento concreto e motivato del rapporto tra precedenti e reato attuale; non è sufficiente un richiamo formale ai precedenti: il giudice deve valutare omogeneità, distanza temporale, occasionalità e grado di offensività
  • Se la Corte di legittimità riscontra carenze motivazionali solo su alcuni profili (es. recidiva), può annullare limitatamente a quei profili e rinviare per nuovo giudizio, lasciando il resto della condanna irrevocabile
  • Per ottenere effetti pratici (es. esclusione di aggravanti ostative o accesso a misure alternative) l'imputato deve fornire elementi specifici e concreti che consentano di ritenere le attenuanti prevalenti o la non persistenza di una pericolosità sociale

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