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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09366/2026 del 11/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto nell'interesse di un imputato condannato in appello. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che il giudizio di merito riguardava condotte in materia di stupefacenti, in particolare più episodi aventi ad oggetto la medesima sostanza, posti in essere senza apprezzabile soluzione di continuità, nonché la valutazione della pericolosità sociale del ricorrente ai fini dell'applicazione di una misura di sicurezza. In cassazione sono stati dedotti due motivi: il primo, relativo al mancato riconoscimento del principio dell'assorbimento tra le condotte contestate, è stato ritenuto generico e manifestamente infondato; il secondo, relativo alla pericolosità sociale, è stato ritenuto manifestamente infondato perché la Corte territoriale aveva già motivato in modo non illogico sulle plurime e reiterate condotte delittuose, ferma la successiva rivalutazione da parte del magistrato di sorveglianza in sede esecutiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo generico e manifestamente infondato, poiché la Corte d'appello aveva adeguatamente spiegato l'applicazione del principio dell'assorbimento per condotte aventi ad oggetto la medesima sostanza stupefacente e realizzate senza apprezzabile soluzione di continuità. Ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato, perché la motivazione sulla pericolosità sociale era non illogica e fondata su plurime e reiterate condotte delittuose, precisando che resta salva la rivalutazione del magistrato di sorveglianza in fase esecutiva ai sensi dell'art. 211 c.p. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 211 cod. pen.

    La pericolosità sociale va comunque rivalutata dal magistrato di sorveglianza in funzione dell'esecuzione della misura di sicurezza, una volta espiata la pena detentiva inflitta.

  • art. 616 c.p.p.

    L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • art. 618 c.p.p.

    Norma non espressamente citata nel testo ma implicata dalla decisione camerale della Corte di cassazione; non è stata però oggetto di una specifica interpretazione nel provvedimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità è inammissibile il motivo che si limiti a contestazioni generiche a fronte di una motivazione di merito che abbia già affrontato specificamente il punto controverso.
  • Il principio dell'assorbimento può operare in presenza di condotte omogenee aventi ad oggetto la medesima sostanza stupefacente e poste in essere senza apprezzabile soluzione di continuità.
  • La valutazione della pericolosità sociale è censurabile in cassazione solo se la motivazione è manifestamente illogica; non basta opporre una lettura alternativa del materiale probatorio.
  • La pericolosità sociale rilevante ai fini delle misure di sicurezza resta suscettibile di rivalutazione da parte del magistrato di sorveglianza nella fase esecutiva, una volta espiata la pena detentiva.
  • All'inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese processuali e al pagamento della somma in favore della Cassa delle ammende, salvo che l'impugnazione sia stata proposta senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioMisure alternativeImpugnazioni
RamiStupefacentiEsecuzione penaleProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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