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Sentenza

Sentenza n. 2636/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'ottemperanza alla sentenza n. 4255/2024 resa dal Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro, GdL dr. Marco Bottino, a definizione del giudizio incardinato con n. 6706/2024 R.G., pubblicata in data 04.10.2024

Giustizia amministrativa202503148

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica del docente per due anni scolastici

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a., deducendo che la sentenza del Tribunale di Napoli - Sezione Lavoro, divenuta irrevocabile per mancata impugnazione, aveva accertato il suo diritto a usufruire del beneficio economico di 500 euro annui mediante la carta elettronica del docente, per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, complessivamente per 1.000 euro. Ha rappresentato l'infruttuoso esito della notifica del 13 febbraio 2025 e l'inutile decorso del termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996 per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Ha quindi chiesto l'attuazione del giudicato, la condanna dell'amministrazione al pagamento delle somme dovute, oltre accessori, e la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia. Il Ministero e l'Ufficio scolastico regionale si sono costituiti per resistere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere poiché, nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato che il credito riconosciuto dalla sentenza ottemperanda era stato integralmente soddisfatto. Ha tuttavia posto le spese a carico del Ministero in applicazione del criterio della soccombenza virtuale, rilevando che l'adempimento era intervenuto dopo l'instaurazione del giudizio di ottemperanza. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 500 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    ai sensi dell’art. 112 comma 2 lett. c) del c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale fondamento dell'azione di ottemperanza proposta per ottenere l'attuazione del giudicato.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    beneficio economico di € 500,00 annui tramite la c.d. “carta elettronica del docente”

    Costituisce il titolo normativo del beneficio economico riconosciuto dalla sentenza del giudice del lavoro.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996

    termine di 120 giorni previsto dall’art. 14 del D.L. n. 669/1996 per l’esecuzione forzata nei confronti di pubbliche amministrazioni

    È richiamato con riferimento al termine dilatorio per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l'amministrazione adempie integralmente al giudicato, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere per sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata.
  • L'adempimento intervenuto dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza giustifica la regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, con condanna dell'amministrazione se la sua inerzia aveva reso necessario il ricorso.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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