Sentenza n. 1389/2026 - Firenze, Sezione 1
per l'ottemperanza della sentenza n. 309/2024 emessa nel giudizio R.G. n. 42/2023 del Tribunale di Massa Sezione Lavoro, pubblicata in data 20/12/2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Massa n. 309/2024, relativa all'attribuzione della Carta Docente per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza n. 309/2024 del Tribunale di Massa, Sezione Lavoro, notificata al Ministero il 16 gennaio 2025 e passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto all'attribuzione della Carta Docente per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, mediante accredito di euro 500,00 per ciascun anno, oltre interessi o rivalutazione. La sentenza civile era rimasta ineseguita. Il ricorrente ha dedotto la persistente inerzia dell'amministrazione e ha chiesto che fosse ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato. Il TAR ha verificato anche il rispetto del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, essendo stato notificato il ricorso per ottemperanza il 25 agosto 2025.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che la sentenza del Tribunale di Massa era stata notificata all'amministrazione, era passata in giudicato, il termine dilatorio di centoventi giorni era stato rispettato e l'inottemperanza ministeriale non era contestata. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare integrale esecuzione al giudicato entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, accreditando mediante Carta Docente euro 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, oltre interessi o rivalutazione secondo quanto stabilito dalla sentenza civile. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato quale commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, o un funzionario delegato, con termine di sessanta giorni per provvedere. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre oneri e accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996
Il termine dilatorio di centoventi giorni deve essere rispettato prima dell'avvio dell'esecuzione nei confronti dell'amministrazione debitrice; nel caso concreto il termine risultava osservato.
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
La sentenza del giudice del lavoro richiamata nel giudizio di ottemperanza aveva previsto interessi o rivalutazione dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando il ricorrente dimostra l'esistenza di un giudicato, la sua notificazione all'amministrazione, la decorrenza del termine dilatorio previsto per l'esecuzione contro la pubblica amministrazione e la persistente mancata esecuzione dell'obbligo conformativo o patrimoniale.
- In presenza di un giudicato civile passato in giudicato e rimasto ineseguito, il giudice amministrativo dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di adempiere entro un termine determinato, specificando le modalità concrete di esecuzione già fissate nella pronuncia da eseguire.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare, per l'eventuale ulteriore inerzia dell'amministrazione, un commissario ad acta incaricato di sostituirsi all'amministrazione inadempiente entro il termine assegnato.
- La mancata contestazione dell'inottemperanza da parte dell'amministrazione, unitamente alla prova del giudicato e della decorrenza del termine dilatorio, consente l'accoglimento della domanda di ottemperanza.
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