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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30149/2025 del 02/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

Il ricorrente aveva chiesto, in sede esecutiva, il riconoscimento del vincolo della continuazione ex art. 671 c.p.p. tra reati già definiti con otto diverse sentenze di condanna. Il giudice dell'esecuzione ha respinto l'istanza ritenendo che i fatti non fossero riconducibili a un unico disegno criminoso: ha valorizzato il notevole iato temporale tra le condotte, distribuite nell'arco di sedici anni e distanziate da almeno dieci mesi l'una dall'altra, l'eterogeneità dei reati (contro il patrimonio, l'inviolabilità del domicilio, evasione, guida senza patente), le diverse modalità esecutive, le diverse persone offese e, più in generale, la riconducibilità delle condotte a uno stile di vita illecito. Nel ricorso per cassazione il condannato ha contestato tale valutazione, lamentando soprattutto una diversa lettura del distacco cronologico e sostenendo che, tra i reati indicati nell'istanza, prevalessero quelli offensivi del patrimonio; le censure sono state ritenute confutative e generiche, non idonee a evidenziare manifesta illogicità o violazione delle regole applicative della continuazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto corretta la motivazione del giudice dell'esecuzione sul difetto di un programma criminoso unitario, osservando che la verifica della continuazione richiede concreti indicatori dell'originaria progettazione dei reati successivi e non può fondarsi su mere congetture o su un generico stile di vita criminoso. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non emergendo elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    La continuazione in sede esecutiva richiede la prova che i reati siano avvinti da un unico programma criminoso già deliberato e concepito almeno nelle linee essenziali; non è sufficiente la mera reiterazione di condotte illecite o un generico stile di vita criminoso.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento della continuazione in sede di esecuzione, il giudice deve accertare l'esistenza di un disegno criminoso unitario, desumibile da concreti indicatori quali omogeneità delle violazioni, contiguità temporale, modalità della condotta, causali e sistematicità, dovendo risultare che i reati successivi fossero già programmati al momento del primo.
  • La mera presenza di precedenti numerosi o di una complessiva inclinazione a delinquere non equivale a un programma criminoso unitario: la continuazione non si confonde con l'abitualità, la professionalità o la tendenza a delinquere.
  • L'apprezzamento sulla sussistenza del vincolo della continuazione è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in cassazione quando sia sorretto da motivazione congrua e immune da vizi logici o travisamento dei fatti.
  • In sede di legittimità, censure meramente confutative o generiche non sono idonee a superare una decisione che abbia escluso la continuazione sulla base di elementi concreti e non meramente presuntivi.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

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