Sentenza n. 458/2026 - Roma, Sezione 1T
per l'annullamento - del provvedimento di rigetto dell’istanza di RILASCIO e provvedimento REVOCA NULLA OSTA AL LAVORO SUBORDINATO n. M_IT PR_RMSUI_00230775 20.9.20024 rilasciato il 19.7.2022 presentata da RAHMAN RANA in favore di RAHMAN KAZI ASIQUR , notificato il 30.9.2024; - di ogni altro provvedimento presupposto e consequenziale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento di rigetto dell'istanza e revoca del nulla osta al lavoro subordinato
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento prefettizio di rigetto dell’istanza e revoca del nulla osta al lavoro subordinato, deducendo, secondo quanto emerge dalla decisione, l’insussistenza o la non imputabilità delle carenze rilevate dall’amministrazione. La Prefettura aveva fondato il provvedimento su plurimi elementi: i dati indicati nell’asseverazione non avevano trovato adeguato riscontro presso l’Agenzia delle Entrate, risultando inoltre che il datore di lavoro non disponeva della capacità economica necessaria per l’assunzione; mancava il certificato di idoneità alloggiativa; non risultava effettuata la richiesta al centro per l’impiego. In giudizio il ricorrente non ha prodotto ulteriori dati economici dell’azienda né la certificazione di idoneità alloggiativa né documentazione relativa alla richiesta al centro per l’impiego. Ha inoltre prospettato la non imputabilità personale di alcune carenze. Il TAR ha rilevato anche una possibile irregolarità, qualificata come nullità, della procura difensiva, ma ha ritenuto di poterne prescindere in quanto il ricorso era comunque infondato nel merito.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso nel merito. Ha ritenuto decisivo che la revoca del nulla osta fosse sostenuta da plurimi motivi, tra cui l’assenza di adeguato riscontro dei dati dell’asseverazione presso l’Agenzia delle Entrate e l’accertata incapacità economica del datore di lavoro. Il ricorrente non ha fornito in giudizio elementi economici o documenti idonei a superare tali rilievi, né ha prodotto il certificato di idoneità alloggiativa e la prova della richiesta al centro per l’impiego. Anche ammettendo che alcune carenze non fossero imputabili al ricorrente, tale circostanza non avrebbe comunque superato le ulteriori carenze documentali, in particolare quella relativa all’idoneità alloggiativa, che l’interessato avrebbe potuto colmare. La questione della nullità della procura è stata assorbita. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese di lite in favore delle amministrazioni resistenti, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge se dovuti.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.
art. 60 cod. proc. amm.
La pronuncia richiama la possibilità di decidere il ricorso con sentenza semplificata, ma la decisione non sviluppa ulteriori profili interpretativi della disposizione.
Massime di principio
- Il ricorso contro la revoca di un nulla osta al lavoro subordinato è infondato quando l’amministrazione abbia rilevato plurime carenze documentali e il ricorrente non produca in giudizio elementi idonei a superare ciascuno dei motivi posti a fondamento del provvedimento.
- L’accertata insufficienza della capacità economica del datore di lavoro, nonché il mancato riscontro dei dati dell’asseverazione presso l’Agenzia delle Entrate, possono sorreggere la revoca del nulla osta quando l’interessato non fornisca documentazione economica contraria.
- La non imputabilità al lavoratore straniero di alcune carenze procedimentali non determina l’illegittimità della revoca se permangono ulteriori carenze documentali riferibili alla sua sfera di disponibilità, come la mancata produzione del certificato di idoneità alloggiativa.
- Quando il provvedimento amministrativo è fondato su una pluralità di motivi autonomi e il ricorrente non supera in giudizio anche uno solo dei motivi sufficienti a sostenerlo, il ricorso può essere respinto senza esaminare ulteriori questioni processuali, inclusa la validità della procura.
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