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Sentenza

Sentenza del 30/12/2016 n. 27468 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I contribuenti hanno impugnato il silenzio-rifiuto del Consorzio sulla richiesta di rimborso dei contributi consortili pagati per il 2007 e, per D.C., anche per il 2006. Sostenevano che i loro terreni non avessero ricevuto alcun beneficio diretto e specifico dalle opere di bonifica, poiché nella zona non vi sarebbero state rogge, canali o opere irrigue rilevanti e il territorio sarebbe stato già adeguatamente drenato dalla rete fognaria e da altre infrastrutture. Contestavano inoltre l'applicazione retroattiva della L.R. Veneto n. 12/2009 e ritenevano necessario dimostrare un effettivo incremento del valore degli immobili.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale dei contribuenti e dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato del Consorzio. Ha ritenuto corretta la decisione della CTR, secondo cui l'inclusione degli immobili nel perimetro di contribuenza e nel piano di classifica consentiva di presumere il beneficio fondiario, salvo prova contraria. Il beneficio può consistere anche nella conservazione o nell'incremento del valore del fondo derivante dalla sua protezione dal rischio idraulico, erosivo o franoso, e non richiede necessariamente un'opera irrigua direttamente visibile sul singolo terreno. La Corte ha però precisato che il richiamo della CTR alla L.R. Veneto n. 12/2009, art. 36, era temporalmente errato, poiché la legge è successiva agli anni contributivi controversi; tale errore non ha inciso sul dispositivo, comunque conforme ai principi già applicabili. I contribuenti sono stati condannati in solido al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in 3.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • Codice civile, art. 860

    I proprietari dei beni situati entro il perimetro del comprensorio sono obbligati a contribuire nella spesa necessaria per l'esecuzione, la manutenzione e l'esercizio delle opere di bonifica.

    L'inclusione del fondo nel perimetro del comprensorio comporta l'acquisto della qualità di consorziato e, in linea generale, la posizione passiva nel rapporto contributivo.

  • R.D. n. 215/1933, art. 11, comma 1

    I proprietari degli immobili situati nel comprensorio contribuiscono nella spesa in ragione dei benefici conseguiti o conseguibili dalla bonifica.

    L'importo del contributo deve essere collegato ai benefici ottenuti o potenzialmente ottenibili dal singolo fondo; il beneficio deve essere diretto e specifico, anche se può consistere nella conservazione del valore o nella protezione da rischi.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 19

    La mancata impugnazione dei precedenti avvisi di pagamento non preclude necessariamente la contestazione della pretesa contributiva quando tali atti non abbiano i requisiti degli atti impugnabili previsti dalla norma.

  • L.R. Veneto n. 12/2009, art. 36

    Il beneficio di bonifica è correlato all'incremento o alla conservazione del valore fondiario.

    La disposizione è stata ritenuta non applicabile ratione temporis ai contributi controversi, ma il principio secondo cui la difesa idraulica può conservare o accrescere il valore del fondo era già ricavabile dalla disciplina previgente e dalla giurisprudenza.

  • L.R. Veneto n. 12/2009, art. 12

    Richiamata in relazione agli atti regionali di delimitazione del perimetro di contribuenza; la loro eventuale impugnazione non è risultata decisiva nel giudizio.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5

    Il controllo in cassazione sulla motivazione non consente una nuova valutazione delle prove o una diversa ricostruzione dei fatti, quando la motivazione del giudice di merito sia logica e adeguata.

  • Codice di procedura civile, art. 384, ultimo comma

    La Corte può correggere la motivazione giuridica della sentenza senza cassarla quando il dispositivo sia comunque conforme a diritto.

Massime di principio

  • Per i contributi di bonifica, l'inclusione dell'immobile nel perimetro di contribuenza e l'esistenza di un piano di classifica approvato fanno presumere il beneficio diretto e specifico; spetta al contribuente fornire una prova concreta e tecnica contraria.
  • Il beneficio non deve consistere necessariamente nell'irrigazione o in un'opera materialmente presente sul singolo fondo: può derivare anche dalla difesa idraulica, dalla prevenzione di erosioni, frane o allagamenti e dalla conservazione del valore dell'immobile.
  • La contestazione generica dell'assenza di opere o dell'inesistenza astratta del rischio non è sufficiente; occorre dimostrare, con elementi tecnici riferiti al singolo fondo, che le opere consortili non producono né possono produrre alcun vantaggio specifico.
  • Il piano di classifica incide soprattutto sulla quantificazione del contributo, mentre la delimitazione nel perimetro consortile costituisce il presupposto della debenza; entrambi possono essere contestati nei modi e nei termini previsti, ma la loro esistenza rafforza la presunzione a favore del Consorzio.
  • La disciplina regionale successiva non può essere applicata retroattivamente ai periodi anteriori alla sua entrata in vigore; tuttavia, un errato richiamo normativo non comporta necessariamente la cassazione della sentenza se il risultato è fondato su norme precedenti e su principi giurisprudenziali già applicabili.
  • In cassazione non è possibile ottenere una nuova valutazione della consulenza tecnica o delle prove: il ricorso deve evidenziare un effettivo vizio logico-giuridico della motivazione, non limitarsi a proporre una diversa lettura dei fatti.

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