Cassazione Penale, Sentenza n. 45912/2022 del 05/12/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Potenza che lo aveva dichiarato responsabile del reato di cui all'art. 95 d.P.R. 115/2002 (contestazione relativa a omissione di redditi e ottenimento di un beneficio). In appello aveva proposto una diversa ricostruzione dei fatti, sostenendo che la differenza di reddito non incideva sui limiti per il beneficio, contestando la valutazione dell'elemento soggettivo (dimenticanza/errore nella dichiarazione dei redditi dovuta a lavori occasionali e al ricorso a un consulente). La Corte d'appello aveva però dichiarato l'appello inammissibile per mancanza di specificità dei motivi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per mancata specificità dei motivi di impugnazione, richiamando il principio delle Sezioni Unite Galtelli secondo cui l'appello è inammissibile quando non enuncia e argomenta criticamente le ragioni di fatto o di diritto della decisione impugnata. La Cassazione ha ritenuto che l'appellante si fosse limitato a ripetere argomentazioni generiche già svolte in primo grado senza confrontarsi con la motivazione del Tribunale, che aveva valutato non plausibile una semplice distrazione o negligenza. Perciò il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 95 d.P.R. 115/2002
Norma che disciplina il reato per cui l'imputato è stato condannato; dalla sentenza risulta che la contestazione riguarda omissione di redditi percepiti in relazione all'ottenimento di un beneficio. La valutazione di responsabilità è stata ritenuta corretta dai giudici di merito.
Sez. U. n. 8825 del 27/10/2016 (principio "Galtelli")
Sez. U. n. 8825 del 27/10/2016
Principio secondo cui l'appello (come il ricorso per cassazione) è inammissibile se mancano motivi specifici: i rilievi critici devono essere esplicitamente enunciati e argomentati rispetto alle ragioni di fatto o di diritto poste a fondamento della decisione impugnata; l'onere di specificità è proporzionale alla specificità della motivazione impugnata.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede il versamento di una somma alla Cassa delle ammende a carico dell'imputato in caso di inammissibilità del ricorso, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa d'inammissibilità; nella specie è stata disposta la somma di euro 3.000.
Corte Cost. sent. n. 186 del 13/6/2000
Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000
Richiamata in relazione al criterio per escludere l'assenza di colpa nella determinazione della causa d'inammissibilità; qui la Corte ha ritenuto che non sussistesse l'assenza di colpa che giustificasse l'esenzione dall'obbligo del versamento alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- L'appello e il ricorso per cassazione richiedono motivi specifici: non è sufficiente ripetere argomentazioni generiche già svolte in primo grado; bisogna enunciare e argomentare criticamente i vizi di fatto o di diritto della decisione impugnata.
- Il giudice di merito valuta anche l'elemento soggettivo (colpevolezza/dolo o negligenza) e la semplice affermazione di dimenticanza o affidamento a un consulente non è convincente se non documentata con elementi concreti.
- Chi impugna deve confrontarsi direttamente con la motivazione del primo grado e spiegare perché quella motivazione è errata, indicando i punti specifici di contrasto e proponendo elementi di prova o di diritto nuovi o sviluppati.
- La mancanza di specificità dell'impugnazione può comportare l'inammissibilità del gravame e conseguenti sanzioni economiche (spese e versamento alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).
- Nel contesto di contestazioni relative a redditi omessi, è utile allegare documentazione (contratti, buste paga, dichiarazioni del consulente, certificazioni delle società) che dimostri l'effettivo periodo lavorato e l'inesistenza di un intento fraudolento.
- Se si ritiene di aver subito errori nella dichiarazione per responsabilità di un consulente, occorre produrre elementi che attestino il ruolo e la condotta del consulente e dimostrare come questa abbia inciso sulla dichiarazione, pena l'irrilevanza di tale asserzione.
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