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Sentenza

Sentenza n. 14/2026 - Palermo, Sezione 3

per l’annullamento - della comunicazione prot. n-OMISSIS- del 19.04.2024, con la quale il Responsabile dell’Area V-Manutenzione e Urbanistica del Comune di Trabia ha comunicato la nullità della segnalazione certificata di inizio attività (s.c.i.a.) presentata dal ricorrente in data 16.04.2024, prot. n-OMISSIS-, afferente opere edilizie in corso di esecuzione presso l’immobile identificato in catasto al foglio di mappa -OMISSIS-; - della conseguenziale ordinanza-ingiunzione alla demolizione e rimessa in pristino n-OMISSIS-del 23.04.2024, notificata al ricorrente in data 08.05.2024, con la quale il Responsabile dell'Area IV-Lavori Pubblici-Abusivismo e PRG del Comune di Trabia ha ingiunto a “...-OMISSIS-, ai sensi dell'art. 31 D.P.R. n. 380 del 06.05.2001, di procedere alla demolizione degli immobili abusivi accertati con verbale Prot. n-OMISSIS- del 17.04.2024 e in premessa elencati (...) entro il termine perentorio di novanta giorni dalla notificazione del presente provvedimento...”.

Giustizia amministrativa202400939

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., poiché la nuova SCIA, l’acquisizione dei pareri degli organi competenti e la successiva revoca dell’ordinanza di demolizione avevano determinato il venir meno dell’interesse del ricorrente alla decisione sugli atti impugnati. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti.

TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazione di nullità della SCIA e ordinanza di demolizione e rimessione in pristino delle opere edilizie

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la comunicazione con cui il Comune aveva dichiarato la nullità della SCIA presentata per la realizzazione di muri perimetrali di recinzione, nonché la conseguente ordinanza di demolizione adottata ai sensi dell’art. 31 d.P.R. n. 380/2001. Gli atti erano motivati dalla mancanza del preventivo parere del Genio civile e del parere paesaggistico della Soprintendenza. Il testo riferisce che il ricorrente aveva denunciato diversi profili di illegittimità, senza specificarne il contenuto. Nel corso del giudizio il ricorrente ha presentato una nuova SCIA, acquisendo i pareri e nulla osta degli organi competenti; a seguito della regolarizzazione, il Comune ha revocato l’ordinanza di demolizione. Il ricorrente ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La disposizione è stata applicata per dichiarare l’improcedibilità del ricorso in ragione della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    Costituiva la base normativa indicata nell’ordinanza comunale per ingiungere la demolizione delle opere abusive.

Massime di principio

  • Il ricorso amministrativo diviene improcedibile quando, per effetto di fatti sopravvenuti, viene meno l’interesse concreto e attuale del ricorrente alla decisione sugli atti impugnati.
  • La regolarizzazione delle opere edilizie mediante una nuova SCIA, accompagnata dall’acquisizione dei pareri necessari e dalla revoca dell’ordinanza di demolizione, può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio di annullamento.
  • Quando il giudizio è definito per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può compensare le spese di lite in ragione della natura della decisione e delle circostanze del caso concreto.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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