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Sentenza

Sentenza n. 8/2026 - Venezia, Sezione 4

per l'annullamento - della deliberazione della Giunta comunale del Comune di Chioggia n. 76 del 12 aprile 2022, pubblicata per 15 giorni a decorrere dal 21 aprile 2022 ed avente ad oggetto: “procedura per la formazione di una graduatoria di soggetti idonei per l'esercizio del commercio su area pubblica lungo le aree demaniali marittime di Sottomarina ed Isola Verde nella stagione estiva 2022”; - dell'Avviso pubblico 027008.AOO. Registro ufficiale.u.00183455 del 13 aprile 2022, avente ad oggetto: “esercizio del commercio in forma itinerante sulle aree demaniali marittime lungo il litorale di sottomarina e Isola verde”; - della determinazione n. 1108 dell'11 maggio 2022, a firma del dirigente del settore Sicurezza e legalità del Comune di Chioggia, pubblicata per quindici giorni a decorrere dall'11 maggio 2022; - di ogni altro atto lesivo, ai predetti comunque connesso, sia esso presupposto che conseguenziale;

Giustizia amministrativa202200770

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Deliberazione della Giunta comunale, avviso pubblico e determinazione comunale relativi alla formazione di una graduatoria e al rilascio di nulla osta per l'esercizio del commercio itinerante sulle aree demaniali marittime di Sottomarina e Isola Verde nella stagione estiva 2022

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la deliberazione della Giunta comunale, l'avviso pubblico e la determinazione dirigenziale con cui il Comune di Chioggia aveva disciplinato, per la stagione estiva 2022, la formazione di una graduatoria di soggetti idonei e l'esercizio del commercio in forma itinerante sulle aree demaniali marittime del litorale di Sottomarina e Isola Verde. Dal testo non emergono specifici motivi di illegittimità dedotti nel merito. Nel corso del giudizio il Comune ha eccepito la sopravvenuta carenza di interesse, evidenziando che gli atti avevano efficacia limitata all'anno 2022, che nel 2023 tutti i ricorrenti avevano ottenuto i nulla osta non alimentari e che negli anni 2024 e 2025 quattro ricorrenti avevano nuovamente ottenuto i nulla osta, mentre gli altri due non li avevano richiesti. I ricorrenti hanno prodotto una dichiarazione del 31 marzo 2025, ritenuta generica, e non hanno contestato l'eccezione né con difese scritte né in udienza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Gli atti impugnati erano riferiti esclusivamente alla stagione estiva 2022 e avevano quindi esaurito i propri effetti. Inoltre, la successiva assegnazione dei nulla osta ad alcuni o a tutti i ricorrenti nelle stagioni successive, nonché la mancata presentazione della domanda da parte di due di essi, confermavano il venir meno dell'interesse attuale alla decisione. La generica dichiarazione dei ricorrenti non era sufficiente a dimostrare la permanenza di un interesse concreto e attuale, anche perché essi non avevano replicato all'eccezione comunale. Le spese sono state compensate per la peculiarità e complessità della vicenda e per la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando, nel corso del giudizio, viene meno l'interesse alla decisione; il TAR lo ha applicato in ragione dell'esaurimento degli effetti temporali degli atti impugnati e delle vicende successive relative ai nulla osta.

Massime di principio

  • L'interesse a ricorrere deve permanere fino alla decisione e deve essere concreto e attuale; quando l'atto impugnato ha efficacia temporalmente limitata e i suoi effetti si sono esauriti, il ricorso diviene improcedibile se non è dimostrata una persistente utilità della pronuncia.
  • Una dichiarazione genericamente diretta ad affermare la permanenza dell'interesse non è sufficiente a evitare l'improcedibilità quando non individua l'utilità concreta e attuale derivante dalla decisione e non replica puntualmente agli elementi sopravvenuti dedotti dall'amministrazione.
  • La sopravvenuta attribuzione al ricorrente di un titolo o beneficio analogo a quello controverso può confermare il venir meno dell'interesse alla decisione sugli atti riferiti a una precedente stagione o periodo, salvo che sia dimostrata una residua utilità concreta della pronuncia.

Come è indicizzato

MaterieCommercio e grandi strutture di venditaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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