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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03170/2026 del 26/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto quattro censure: 1) vizio di motivazione e violazione di legge nella qualificazione di Minotti come amministratore di fatto della fallita Memory Tecnology s.r.l., sostenendo che gli indizi concreti indicavano invece Stefania Menardo come dominus e denunciando omessa e generica risposta ai singoli rilievi probatori; 2) censura sulla sussistenza dell'elemento oggettivo del reato di bancarotta fraudolenta impropria da falso in bilancio, contestando la valutazione del curatore e dei giudici circa la falsità delle poste attive (crediti inesigibili) e passive (fatture omesse), nonché l'applicazione di criteri contabili (richiamo a artt. 2621 e 2426 c.c. e ai principi OIC 15 e 31); 3) doglianza sulla dosimetria della pena ai sensi dell'art. 133 c.p., ritenuta sproporzionata rispetto alla gravità della condotta; 4) vizio processuale per omissione della trattazione orale dell'appello e per il mancato accoglimento della richiesta di rinnovazione istruttoria ex art. 603 c.p.p., con rilievo della specificità e tempestività della richiesta e della particolare disciplina introdotta dal d.lgs. n.150/2022 (art. 598-bis c.p.p.).

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato la sentenza di merito. In via preliminare ha rigettato il motivo processuale relativo alla rinnovazione istruttoria e alla mancata trattazione orale, ritenendolo generico: la richiesta di trattazione orale non era stata formulata nei modi e termini previsti dall'art. 598-bis c.p.p. e la domanda di rinnovazione in appello non era stata sufficientemente specificata né indicativa dell'utilità decisiva della nuova escussione. Sul merito, la Corte ha ritenuto congrua e logica la valutazione dei giudici di merito: gli elementi probatori (in particolare la mancata azione di recupero sul credito di 190.000 euro verso la società Media Entertainment riconducibile al ricorrente, la retrodatazione del dissesto al 2014 per effetto della svalutazione dovuta dei crediti, le omesse contabilizzazioni di fatture e le indicazioni fornite al commercialista) giustificano la qualificazione di amministratore di fatto e la responsabilità per bancarotta fraudolenta impropria da falso in bilancio per gli esercizi 2014-2017, con conseguente causalità tra le falsità contabili e il dissesto (passivo aggravato oltre 1.100.000 euro). La dosimetria della pena è stata ritenuta adeguata in relazione alla gravità complessiva e ai parametri di valutazione adottati. Pertanto il ricorso è stato respinto e la condanna (un anno e otto mesi di reclusione per il capo A) è stata confermata; per i capi B e C l'imputato era stato assolto in primo grado per non aver luogo il fatto.

Norme richiamate

  • art. 223 legge fallimentare (I. fall.)

    art. 223, secondo comma, n. 1

    La norma configura la bancarotta impropria da reato societario e richiede che il delitto societario presupposto (es. falso in bilancio) sia pienamente integrato; la Corte l'ha interpretata come reato di evento con necessità di collegamento causale tra il comportamento illecito e il dissesto

  • art. 216 legge fallimentare

    richiamato come parametro sanzionatorio

    Indica il quadro sanzionatorio richiamato per la bancarotta; la Corte l'ha utilizzato per la determinazione della pena di riferimento

  • art. 2621 c.c.

    Norma sul falso in bilancio utilizzata come fatto presupposto della bancarotta: la Corte ha ritenuto integrata la rappresentazione non veritiera delle poste contabili

  • art. 2426 c.c.

    art. 2426, primo comma, n. 8

    Norma sui criteri di valutazione dei crediti e sulla necessità di svalutazione: la Corte ha ritenuto che la mancata svalutazione di crediti inesigibili abbia falsificato il bilancio

  • art. 2424-bis e art. 2482-ter, 2484, 2485, 2486 c.c.

    art. 2424-bis; artt. 2482-ter, 2484, 2485, 2486 c.c.

    Richiamate per definire gli obblighi degli amministratori circa la rappresentazione della situazione patrimoniale e le iniziative da assumere in caso di perdita del capitale (ricapitalizzazione, liquidazione): la Corte ha ritenuto che non siano state adempiute le doverose iniziative

  • art. 110 cod. pen.

    Principio di concorso di persone nel reato: applicato per considerare eventuali apporti esterni al reato proprio degli amministratori

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 192, comma 2, c.p.p.

    Richiama la valutazione unitaria degli indizi e l'esigenza di valutare anche singolarmente gli elementi indiziari; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano svolto una valutazione complessiva corretta

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Regola la rinnovazione istruttoria in appello: la Corte ha ribadito la natura eccezionale dell'istituto e l'onere di specificità della parte che la richiede

  • art. 598-bis cod. proc. pen.

    art. 598-bis c.p.p. (introdotto dal d.lgs. n.150/2022)

    Disciplina la trattazione cartolare dell'appello e i termini per richiedere la trattazione orale; la mancata richiesta nei modi ha reso inammissibile la doglianza sulla mancata trattazione orale

  • art. 179, comma 1, cod. proc. pen.

    art. 179, comma 1, c.p.p.

    Riguarda la nullità in caso di assenza obbligatoria del difensore; la Corte ha ricordato che la mancata richiesta di trattazione orale non può essere trasformata in una nullità se non proposta nei termini

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di determinazione della pena: la Corte ha ritenuto congrua la dosimetria operata dai giudici di merito alla luce della recidiva, dell'entità del passivo e dell'intensità del dolo

  • OIC 15 e OIC 31 (principi contabili)

    Principi contabili richiamati per la valutazione della necessità di svalutazione dei crediti e della rappresentazione delle passività: la Corte ha dato rilievo al disallineamento tra criteri applicati in bilancio e quelli attesi dagli standard di valutazione

Massime di principio

  • Per qualificare una persona come amministratore di fatto è necessario dimostrare continuità gestionale e poteri decisionali concreti e non meri contatti con clienti o fornitori: elementi come decisioni strategiche, controllo su risorse o decisioni economiche rilevanti (es. non azionare il recupero di crediti riconducibili) sono indici significativi
  • La sussistenza del reato di bancarotta impropria da falso in bilancio richiede la verifica della falsità delle poste contabili e del nesso causale tra le falsità e il dissesto societario; omissioni di svalutazioni significative o di iscrizione di passività possono integrare il fatto se alterano sostanzialmente il patrimonio e impediscono le misure obbligatorie (ricapitalizzazione/liquidazione)
  • La rinnovazione istruttoria in appello è un rimedio eccezionale: la parte che la chiede deve indicare con precisione quale prova è necessaria e perché l'istruttoria di primo grado è incompleta; la semplice asserzione di contraddittorietà di una testimonianza non è sufficiente
  • Nel giudizio di legittimità la valutazione dei fatti e degli indizi compiuta dai giudici di merito è sindacabile solo se manifestamente illogica o priva di motivazione; critiche generiche alla valutazione probatoria sono normalmente inidonee a ribaltare la decisione
  • Nella determinazione della pena secondo l'art. 133 c.p. il giudice apprezza circostanze personali, gravità del fatto e conseguenze economiche; divergenze di lieve entità rispetto ai minimi edittali possono essere ritenute legittime se motivate da elementi concreti quali recidiva o entità del danno

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