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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36291/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Torino che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente (ex art. 648‑quater cod. pen.) per un importo fino a euro 1.832.241,54. Il ricorrente deduceva violazione di legge per mancata motivazione sul "periculum in mora" (rischio di dispersione o alterazione del bene) ritenendo applicabile il principio affermato dalle Sezioni Unite n. 36959/2021 (Ellade) che impone l'obbligo di motivazione sul punto nei provvedimenti di sequestro finalizzati alla confisca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha chiarito che la pronuncia delle Sezioni Unite (Ellade) riguarda specificamente i sequestri finalizzati alla confisca ai sensi dell'art. 240 cod. pen. e non si estende automaticamente al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente ex art. 648‑quater cod. pen., che ha natura sanzionatoria e ripristinatoria. Per il sequestro per equivalente è sufficiente la presenza del "fumus criminis" e la corrispondenza tra il valore dei beni sequestrati e il presunto profitto del reato; non è quindi necessario un'ampia motivazione specifica sul periculum in mora. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 648‑quater cod. pen.

    nel caso in cui non sia possibile procedere alla confisca di cui al primo comma, il giudice ordina...

    Prevede la confisca obbligatoria per equivalente dei beni del reo quando non è possibile procedere alla confisca diretta del profitto del reato; la misura ha natura eminentemente sanzionatoria e ripristinatoria, influenzando l'onere motivazionale in sede cautelare.

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la giurisprudenza richiede motivazione, compreso il periculum in mora, in funzione del tipo di confisca cui il sequestro è finalizzato (vedi distinzione con art. 240).

  • art. 240 cod. pen.

    Riguarda la confisca dei beni la cui fabbricazione, uso, porto, detenzione o alienazione costituisca reato. La giurisprudenza (Sez. U. Ellade) ha stabilito l'obbligo di motivare anche il periculum in mora nei sequestri finalizzati a questa forma di confisca.

  • Sez. U. n. 36959 del 2021 (Ellade)

    Ha affermato che il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca (art. 321 co.2) deve contenere motivazione anche sul periculum in mora, rapportata alle ragioni che rendono necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo, ma la pronuncia è limitata all'ambito della confisca di cui all'art. 240 cod. pen.

  • Giurisprudenza citata (es. Sez. 3, n. 18311 del 06/03/2014, Cialini; Sez. U. n. 18954 del 2016, Capasso)

    Consolidano il principio secondo cui, nel sequestro per equivalente a carico dello stesso indagato, può non essere richiesto un’esplicita motivazione sul periculum in mora purché sussistano fumus criminis e adeguata corrispondenza tra valore dei beni e profitto del reato.

Massime di principio

  • Bisogna distinguere la finalità della confisca: per i sequestri finalizzati alla confisca ex art. 240 cod. pen. è necessario motivare anche il "periculum in mora" (Sez. U. Ellade), mentre per la confisca per equivalente ex art. 648‑quater, per la sua natura sanzionatoria, è sufficiente il fumus criminis e la corrispondenza di valore tra beni e profitto.
  • Il sequestro preventivo per equivalente non richiede necessariamente l'enunciazione di specifiche esigenze cautelari se il giudice ha adeguatamente posto a fondamento la sussistenza del fumus e il rapporto valore/profitto.
  • In sede difensiva, per contrastare un sequestro per equivalente conviene contestare il fumus criminis o la mancata corrispondenza tra il valore dei beni indicati e il presunto profitto, ovvero dimostrare l'assenza di rischio concreto di dispersione/alterazione.
  • Se la misura è diretta a beni la cui detenzione/uso costituisce reato, richiedere espressamente al giudice la motivazione sul periculum in mora avvalendosi della giurisprudenza Sez. U. Ellade può essere efficace.
  • I tribunali del riesame e la Cassazione possono valutare la diversità di natura della misura (sanzionatoria vs. sicurezza patrimoniale) per modulare l'onere motivazionale richiesto al giudice cautelare.

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