Sentenza n. 2357/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza della Sentenza n. 378/2025 emessa in data 16 aprile 2025 dal Tribunale di Busto Arsizio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Busto Arsizio che riconosceva il diritto alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha prestato servizio come docente a tempo determinato negli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Con sentenza n. 378/2025, il Tribunale di Busto Arsizio ha accertato il suo diritto al beneficio economico di 500 euro per ciascun anno scolastico, mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti prevista dall'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015, condannando il Ministero a provvedere. Poiché il Ministero non ha spontaneamente eseguito la pronuncia, la docente ha promosso giudizio di ottemperanza. Il Ministero si è costituito senza contestare l'inadempimento, il passaggio in giudicato della sentenza o la sua notificazione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione era rimasta inadempiente rispetto alla sentenza del Tribunale di Busto Arsizio, divenuta definitiva e notificata al Ministero il 18 aprile 2025. Il Collegio ha ritenuto soddisfatte le condizioni previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, il quale potrà essere investito direttamente dalla creditrice dopo la scadenza del termine e dovrà provvedere entro i successivi sessanta giorni, determinando l'importo complessivamente dovuto e adottando gli atti necessari, direttamente o tramite funzionario delegato. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, legge n. 107/2015
beneficio economico di euro 500 per ciascun anno scolastico mediante assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente
La disposizione individua il beneficio economico riconosciuto alla docente, oggetto della pronuncia giudiziale da eseguire.
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
La disposizione è richiamata quale presupposto per l'azione di ottemperanza rispetto a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997
La disposizione è richiamata insieme all'art. 112 c.p.a. quali condizioni per procedere all'ottemperanza nei confronti dell'amministrazione inadempiente.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l'amministrazione non esegue una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario che le impone una prestazione, purché risultino soddisfatte le condizioni previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dalla normativa speciale applicabile.
- Quando l'inadempimento dell'amministrazione persiste, il giudice dell'ottemperanza può ordinare l'esecuzione della sentenza entro un termine determinato e nominare sin d'ora un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- Il commissario ad acta può essere attivato dal creditore mediante istanza dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione e può essere incaricato di determinare l'importo dovuto e adottare gli atti necessari all'esecuzione del giudicato.
- Non è dovuto un compenso al commissario ad acta quando l'attività assegnatagli rientra nei suoi compiti istituzionali.
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