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Sentenza

Sentenza del 05/06/2018 n. 376 - Comm. Trib. Reg. per il Molise

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Ufficio aveva determinato presuntivamente un reddito imponibile di 63.798,00 euro sulla base di un incremento patrimoniale rappresentato dall'acquisto, nel 2006, di un immobile a Roma del valore di 328.000,00 euro e delle relative spese di mantenimento. La contribuente non aveva presentato la dichiarazione dei redditi per il 2007 e sosteneva che l'acquisto fosse stato finanziato mediante accollo di un mutuo e che le rate fossero state pagate dai nipoti utilizzando il patrimonio familiare. Contestava inoltre il difetto di motivazione dell'avviso e l'omessa considerazione delle disponibilità economiche dell'intero nucleo familiare.

La decisione

La Commissione Tributaria Provinciale aveva inizialmente accolto il ricorso della contribuente. In appello, tuttavia, la Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'impugnazione dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo legittimo l'accertamento sintetico fondato sull'incremento patrimoniale e sulle spese sostenute. Il giudice ha ritenuto non provato documentalmente che i nipoti o altri familiari avessero effettivamente pagato il mutuo e ha considerato incompatibile l'acquisto dell'immobile con l'omessa dichiarazione dei redditi. L'avviso di accertamento è stato quindi integralmente confermato e la contribuente è stata condannata alle spese di entrambi i gradi di giudizio, liquidate in 1.000,00 euro per il primo grado e 1.200,00 euro per il secondo grado, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • Art. 38, comma 5, del D.P.R. 600/1973

    Il reddito complessivo può essere determinato sinteticamente in relazione al contenuto induttivo di elementi e circostanze di fatto certi, utilizzando anche le spese sostenute e gli incrementi patrimoniali.

    La norma è stata applicata per ricostruire presuntivamente il reddito della contribuente sulla base dell'acquisto dell'immobile e delle relative spese, imputando l'incremento patrimoniale in quote costanti nell'anno dell'acquisto e nei quattro anni precedenti, nella misura di un quinto annuo.

  • Principio della soccombenza processuale

    Poiché l'appello dell'Agenzia delle Entrate è stato accolto e la contribuente è risultata soccombente, quest'ultima è stata condannata al pagamento delle spese di entrambi i gradi di giudizio.

Massime di principio

  • In caso di accertamento sintetico fondato su un acquisto immobiliare rilevante, il contribuente deve dimostrare con documentazione precisa e tracciabile la provenienza delle somme e l'effettivo pagamento da parte di terzi.
  • Il semplice richiamo alla consistenza del patrimonio familiare o a generici aiuti economici di parenti non è normalmente sufficiente a superare la presunzione derivante da una spesa incompatibile con i redditi dichiarati o con l'omessa dichiarazione.
  • Pagamenti effettuati da familiari devono essere provati mediante elementi oggettivi, come bonifici, estratti conto, contratti di liberalità o finanziamento e documentazione coerente con le scadenze del mutuo.
  • L'acquisto di un bene di elevato valore può costituire un indice presuntivo di capacità contributiva e giustificare la ricostruzione del reddito anche quando il bene sia gravato da mutuo.
  • La mancata impugnazione di un accertamento relativo ad altra annualità può essere valutata dal giudice come elemento indiziario sfavorevole, pur restando necessario esaminare autonomamente i fatti e le prove del periodo oggetto di giudizio.
  • Le risultanze delle indagini finanziarie sui familiari possono essere utilizzate per verificare se gli stessi abbiano realmente sostenuto le spese attribuite loro; se dai movimenti bancari emergono impieghi incompatibili con tale ricostruzione, la giustificazione del contribuente può essere respinta.

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