Cassazione Penale, Sentenza n. 48842/2023 del 07/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione parziale dell'ordinanza del Tribunale di Trapani (26/06/2023) che aveva annullato in parte il decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Marsala (23/05/2023) ai fini di confisca cd. "allargata" ex art. 85-bis d.P.R. 309/1990. Il Tribunale aveva disposto la restituzione di due compendi immobiliari e di un quadriciclo, confermando invece il sequestro di tre autoveicoli. Il P.M. ha dedotto errata applicazione della disciplina della confisca per sproporzione (art.85-bis e 240-bis c.p.) e carente valutazione della "ragionevolezza temporale" degli acquisti, sostenendo che non è necessaria una relazione di pertinenzialità tra bene e reato ma la verifica della incongruità economica rispetto ai redditi dichiarati; ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza nella parte relativa agli immobili e al quadriciclo. Squillace e Licari hanno invece proposto ricorso denunciando carenza e vizio di motivazione del Tribunale in relazione ai mezzi sottoposti a sequestro (Vespa, Lancia Y, Fiat 500X) e offrendo spiegazioni alternative sulla provenienza dei fondi (finanziamenti, risparmi, intestazioni fittizie).
La decisione
La Corte di cassazione ha: 1) dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da Squillace e Licari e li ha condannati alle spese processuali e ad una somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende per l'inammissibilità; 2) parzialmente accolto il ricorso del P.M. annullando l'ordinanza impugnata limitatamente al quadriciclo Ligier (acquistato cinque mesi prima del periodo contestato) e ha rinviato per nuovo esame al Tribunale di Trapani, ai sensi dell'art. 325, comma 4, c.p.p.; 3) rigettato per il resto il ricorso del P.M. in relazione ai due compendi immobiliari e alla restante parte dell'ordinanza, ritenendo che il Tribunale avesse adeguatamente motivato la decisione sulla loro non sequestrabilità (epoche di acquisizione anteriori, valutazioni su trasformazioni/abusi non sufficientemente qualificate dal ricorso del P.M.). In sostanza il P.M. ha ottenuto l'annullamento solo in relazione al quadriciclo; i ricorrenti (Squillace e Licari) hanno perso i loro ricorsi ed hanno subito sanzioni per inammissibilità.
Norme richiamate
d.P.R. 309 del 1990, art. 85-bis
art. 85-bis d.P.R. 309 del 1990
Disciplina la confisca per sproporzione (cd. allargata): la pronuncia deve valutare la sproporzione tra patrimonio e redditi leciti e consente la presunzione di illecita accumulazione nei confronti di reati "lucrogenetici"; la Corte richiama la necessità di valutare la "ragionevolezza temporale" degli acquisti rispetto al reato-spia
d.P.R. 309 del 1990, art. 73
art. 73 d.P.R. 309 del 1990
Norma sostanziale in tema di illecita detenzione e traffico di stupefacenti; qui è il fondamento fattuale del "reato-spia" che giustifica l'adozione di misure reali per sproporzione
codice penale, art. 240-bis
Riferimento alla confisca per sproporzione nel codice penale: integra il quadro normativo della possibile confisca di beni sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati
codice di procedura penale, art. 325, comma 4
art. 325, comma 4, c.p.p.
Norma procedurale che disciplina la competenza a seguito dell'annullamento del provvedimento cautelare, qui richiamata per il rinvio al Tribunale di Trapani per nuovo esame
Massime di principio
- La confisca cd. "allargata" (per sproporzione) non richiede la prova di una pertinenza diretta tra il bene e il reato contestato, bensì la valutazione della sproporzione fra patrimonio e fonti lecite di reddito; tuttavia il giudice deve valutare la "ragionevolezza temporale" degli acquisti rispetto al reato-spia.
- La "ragionevolezza temporale" è elemento essenziale: acquisti molto anteriori o distanti dall'epoca del reato possono escludere la presunzione di derivazione illecita, salvo che elementi concreti dimostrino una continuità o reiterazione lucrogenetica che renda ragionevole collegare il bene all'attività illecita.
- Il giudice deve motivare in modo coerente, completo e ragionevole il giudizio di sproporzione, considerando caratteristiche della vicenda concreta e della personalità dell'indagato (episodicità del reato, profilo di pericolosità, precedenti, modalità di acquisizione dei beni).
- Il ricorrente che eccepisce vizi di motivazione deve indicare in modo puntuale e concreto gli errori logici o le mancanze; deduzioni meramente alternative o generiche difficilmente ottengono accoglimento in sede di cassazione.
- Per i beni acquisiti in epoca anteriore al reato-spia, la parte che chiede il sequestro deve dimostrare (o comunque prospettare in modo specifico) come le trasformazioni o i lavori eseguiti costituiscano acquisizioni effettive e recenti tali da ricondurre il valore attuale al periodo di accumulazione illecita.
- Le intestazioni a terzi e l'uso di finanziamenti non escludono di per sé la sequestrabilità; il Tribunale può valorizzare conversazioni, modalità di pagamento e incongruenze nelle versioni difensive per ritenere fittizia l'intestazione e giustificare il sequestro.
- In materia di misure reali il sindacato di legittimità in Cassazione è limitato a vizi di legge e di motivazione radicale: non è consentito sostituirsi al giudice con semplici letture alternative dei fatti.
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