Cassazione Penale, Sentenza n. 13131/2023 del 29/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione proposto dal Procuratore avverso l'ordinanza del Tribunale di Castrovillari che, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva accolto la richiesta di unificazione ex art. 671 c.p.p. formulata in favore di Marco Iannicelli. Il Procuratore deduceva violazione di norma processuale sulla competenza esecutiva, sostenendo che il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo fosse la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro (n. 19/01/2021, irrevocabile il 12/10/2021) che aveva riformato la sentenza del Tribunale del 05/06/2018, e che quindi il Tribunale di Castrovillari non fosse competente a decidere l'unificazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore. Ha ritenuto che, ai fini della competenza del giudice dell'esecuzione prevista dall'art. 665 c.p.p., debba farsi riferimento alla data della richiesta formulata in sede esecutiva (principio della perpetuatio iurisdictionis). Qui la richiesta di riconoscimento della continuazione in executivis era stata presentata il 7 settembre 2021, cioè prima che la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro diventasse irrevocabile (12/10/2021); pertanto il Tribunale di Castrovillari era competente e la censura del Procuratore è manifestamente infondata.
Norme richiamate
art. 665 cod. proc. pen. (comma 4, prima parte)
"Se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo"
La Corte interpreta la norma tenendo conto del principio della perpetuatio iurisdictionis: per individuare il "provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo" si prende come riferimento la data della richiesta formulata in sede esecutiva; dunque la competenza può essere fissata dalla situazione esistente al momento della domanda esecutiva.
art. 665 cod. proc. pen. (comma 2)
"Quando è stato proposto appello, se il provvedimento è stato confermato o riformato soltanto in relazione alla pena, alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, è competente il giudice di primo grado, altrimenti è competente il giudice di appello"
Se l'appello incide unicamente sulla pena, sulle misure di sicurezza o sulle disposizioni civili, la competenza esecutiva resta al giudice di primo grado; se invece l'appello produce una riforma sostanziale capace di incidere sull'esecuzione, la competenza passa al giudice d'appello.
art. 671 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione alla richiesta di unificazione di più procedimenti/condanne in sede esecutiva; nel caso specifico la richiesta di unificazione è stata la domanda sostanziale decisa dal Tribunale.
principio della perpetuatio iurisdictionis (giurisprudenza consolidata)
Principio secondo cui la competenza del giudice dell'esecuzione si determina con riferimento alla situazione esistente al momento della richiesta esecutiva; pertanto anche provvedimenti divenuti irrevocabili successivamente alla richiesta non alterano la competenza già acquisita.
Massime di principio
- La competenza del giudice dell'esecuzione è fissata, ai fini dell'art. 665 c.p.p., con riferimento al provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo alla data della richiesta esecutiva: verificare sempre la data della domanda di esecuzione/unificazione.
- Il principio della perpetuatio iurisdictionis comporta che, se una domanda esecutiva è stata presentata prima che una successiva pronuncia di grado superiore divenisse irrevocabile, la competenza rimane al giudice che era competente alla data della domanda.
- Se l'appello ha riformato la sentenza solo "in relazione alla pena" (intesa anche come applicazione/esecuzione della pena e benefici connessi), la competenza può restare al giudice di primo grado; se invece l'appello ha operato una riforma sostanziale con effetti sull'esecuzione, la competenza spetta al giudice d'appello.
- La competenza del giudice dell'esecuzione ha carattere assoluto e inderogabile: la sua violazione può essere rilevata d'ufficio in qualsiasi stato e grado del procedimento.
- Nelle impugnazioni contro provvedimenti esecutivi è necessario controllare cronologie (date di presentazione delle richieste esecutive e date di irrevocabilità delle sentenze) prima di sostenere l'incompetenza, perché un riconoscimento tardivo della finalità dell'appello non altera la competenza già determinata dalla data della domanda.
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