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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17201/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello che li aveva ritenuti responsabili di furto con strappo aggravato (art.624-bis, commi 2 e 3 c.p., con aggravante art.61 n.5 c.p. per la minore difesa dovuta all'eta della vittima) e di reati connessi (lesioni personali; per Zaitar ulteriore furto con strappo in danno di altra vittima). Le censure rivolte dal difensore di Boudali riguardavano presunto travisamento della prova (valutazione di telecamere e testimonianze, alibi della sorella), errata applicazione dell'aggravante basata solo sull'eta della vittima e vizio nel bilanciamento tra aggravante e attenuante (art.62 n.4). Il difensore di Zaitar deduceva mancanza e contraddittorieta della motivazione e travisamento delle immagini di videosorveglianza e delle dichiarazioni di testimoni, nonche la non corrispondenza dell'abbigliamento rilevato dalle telecamere con quello del ricorrente e l'assenza di ritrovamenti sulla persona (denaro/orologio).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto che i motivi siano insufficientemente specifici o manifestamente infondati, ribadendo i limiti della censura per travisamento della prova in caso di doppia conforme (prima e seconda pronuncia di segno analogo) e confermando la valutazione data dalla Corte d'Appello alle immagini video, alle dichiarazioni e agli elementi materiali (capo di abbigliamento rinvenuto presso l'abitazione). Ha inoltre ritenuto corretta l'applicazione dell'aggravante per minorata difesa in ragione dell'eta avanzata della vittima e della concreta scarsa resistenza dimostrata dalle lesioni; ha considerato non arbitrario il bilanciamento tra aggravante e attenuante (attenuante art.62 n.4 ritenuta subvalente). Conseguentemente sono stati confermati i trattamenti sanzionatori: per Zaitar una pena unificata a 5 anni e 7 mesi di reclusione e multa di euro 2.000,00; per Boudali una pena unificata a 5 anni e 3 mesi di reclusione e multa di euro 1.700,00. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare ciascuno euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art.624-bis cod. pen.

    Furto con strappo: la condotta posta in essere integra il delitto contestato; la Corte ha ritenuto provata la sottrazione con violenza/strappo sia nei confronti della persona anziana sia, per Zaitar, in un episodio ulteriore

  • art.61 cod. pen.

    Aggravanti: art.61 n.5 (minore difesa dovuta all'eta della vittima) applicata perché non solo l'eta era accertata ma anche la concreta scarsa resistenza dimostrata dalle lesioni; art.61 n.2 richiamata in relazione ad altre aggravanti valutate

  • art.62 cod. pen.

    Attenuante per danno patrimoniale di lieve entita' riconosciuta ma ritenuta subvalente rispetto all'aggravante e quindi non idonea a modificare il trattamento sanzionatorio confermato

  • art.606 cod. proc. pen.

    comma 1, lett. b), c) ed e)

    Criteri di censura in Cassazione: i vizi di motivazione, travisamento della prova, e carenza logica devono essere specificamente dedotti; il travisamento della prova in caso di doppia conforme e' sindacabile solo in particolari circostanze (ad es. uso di atti probatori non esaminati dal primo giudice)

  • disp. att. cod. proc. pen.

    Obbligo di sintesi nella esposizione dei motivi di ricorso; la sentenza ricorda il riassunto dei motivi ex art.173 per l'istruzione della cassazione

  • L. n.46/2006

    Richiamata in ordine all'ampliamento della possibilita' di sindacato in Cassazione sul travisamento della prova, ma con i limiti indicati dalla giurisprudenza sulla doppia conforme

  • sentenza Corte Costituzionale

    Principio richiamato riguardo alla condanna alla Cassa delle ammende: la Corte valuta l'assenza di colpa grave nella proposizione del ricorso eppure dispone un contributo forfettario ai sensi di detta giurisprudenza

Massime di principio

  • In caso di doppia conforme (condanne sia in primo che in secondo grado) la Cassazione ammette la censura per travisamento della prova solo se il giudice d'appello ha utilizzato elementi probatori non esaminati dal primo giudice o ha introdotto argomenti nuovi; altrimenti i limiti del devolutum impediscono il sindacato pieno
  • L'aggravante per minore difesa dovuta all'eta della vittima (art.61 n.5) non si basa solo sull'eta anagrafica: occorre valutare la concreta situazione di vulnerabilita e l'ostacolo alla difesa, che puo risultare anche da lesioni o effetti fisici subiti dalla vittima
  • Il giudizio di bilanciamento tra aggravanti e attenuanti e' sindacabile in Cassazione solo se la decisione risulta arbitraria o illogica; una motivazione che spiega la subvalenza di un'attenuante rispetto all'aggravante e' generalmente sufficiente
  • La prova identificativa fondata su immagini di videosorveglianza, riscontri materiali (indumenti rinvenuti) e dichiarazioni reciproche dei coimputati puo essere ritenuta valida se la valutazione e' coerente e motivata; per contrastarla occorre una critica specifica e circostanziata degli elementi oggettivi
  • Per ottenere l'ammissione del ricorso per cassazione e' necessario dedurre con precisione e specificita' i profili di violazione di legge o di vizio motivazionale; censure generiche o non specificamente confrontate con la motivazione impugnata rischiano l'inammissibilita

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