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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30287/2024 del 23/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Magistrato di sorveglianza di Catanzaro si è ritenuto territorialmente incompetente a decidere sul riesame della pericolosità sociale di Roberto Mazzarella, chiesto dal pubblico ministero ai sensi dell'art. 679 c.p.p. il 19 dicembre 2023; avendo il condannato poi trasferito il 2 febbraio 2024 alla casa circondariale di Catanzaro, il magistrato remittente ha sollevato conflitto negativo di competenza nei confronti del Magistrato di sorveglianza di Spoleto, sostenendo che la competenza debba farsi riferimento alla situazione di fatto esistente al momento dell'instaurazione del procedimento di sorveglianza (quando il detenuto era a Spoleto).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile il conflitto e, nel merito, ha affermato la competenza del Magistrato di sorveglianza di Spoleto applicando il principio della perpetuatio iurisdictionis: la competenza resta ancorata all'ufficio competente al momento della richiesta/proposta o dell'instaurazione del procedimento anche se successivamente l'interessato viene trasferito. Gli atti sono stati trasmessi al Magistrato di sorveglianza di Spoleto.

Norme richiamate

  • art. 679 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come fondamento procedurale della richiesta del pubblico ministero per il riesame della pericolosità sociale; il procedimento si considera instaurato alla data della richiesta ai sensi di tale norma

  • art. 28, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata quale base per la rimessione degli atti alla Corte per la risoluzione del conflitto di competenza fra uffici

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma di riferimento per la disciplina del conflitto di competenza e della sua risoluzione da parte dell'autorità superiore

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176

    Norma che ha autorizzato lo svolgimento del giudizio di cassazione a trattazione scritta nelle modalità adottate nel procedimento

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 3084 del 28/06/1993 (confl. comp. in proc. Berni)

    Precedente consolidato che enuncia il principio della perpetuatio iurisdictionis: la competenza della magistratura di sorveglianza resta ferma presso l'ufficio competente al momento della richiesta o dell'instaurazione del procedimento anche se l'interessato viene poi trasferito

Massime di principio

  • La competenza territoriale della magistratura di sorveglianza si determina con riferimento al momento della richiesta o dell'instaurazione del procedimento; un trasferimento successivo del detenuto non sposta la competenza (principio di perpetuatio iurisdictionis).
  • Se due giudici rifiutano di procedere per presunta incompetenza e ciò determina una stasi dell'attività, il conflitto è ammissibile e va deciso dalla Corte di cassazione.
  • In casi analoghi verificare sempre la data effettiva della richiesta/proposta o dell'avvio d'ufficio del procedimento per individuare l'ufficio competente; gli atti vanno trasmessi all'ufficio che risultava competente in quel momento.
  • Se il trasferimento del detenuto è avvenuto prima della richiesta o dell'instaurazione del procedimento, la competenza si valuta in base alla situazione fattuale all'atto della richiesta; viceversa, se la richiesta è antecedente al trasferimento, rimane competente l'ufficio originario.
  • È utile richiamare e documentare negli atti la normativa e la giurisprudenza su perpetuatio iurisdictionis per evitare conflitti e stasi processuali.

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