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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48297/2023 del 04/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di condanna (confermata in appello) per violazione di legge e vizio di motivazione in relazione agli artt. 81 cod. pen. e 597 cod. proc. pen., chiedendo il riconoscimento del regime di continuazione tra il reato per cui era stato condannato e una precedente condanna per estorsione ormai passata in giudicato. Il nodo processuale riguardava i tempi: la sentenza definitiva della precedente vicenda era già passata in giudicato, la discussione del rito abbreviato nel procedimento in contestazione si era tenuta il 12/01/2022 e la lettura del dispositivo avvenne il 06/04/2022, a breve distanza dal passaggio in giudicato; la difesa sosteneva che ciò impediva di formulare la richiesta in primo grado e chiedeva l'applicazione della continuazione in appello/cassazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo formulato generico e aspecifico: l'atto di impugnazione si limitava a chiedere l'applicazione del regime della continuazione senza specificare i punti fattuali e giuridici che avrebbero dimostrato i presupposti della continuazione (caratteri delle pronunce, nesso tra le condotte, elementi comuni). Il Procuratore generale aveva chiesto l'inammissibilità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 635 cod. pen.

    Norma indicata quale titolo di responsabilità per il delitto ascritto al ricorrente; nella motivazione la norma è richiamata come fattispecie per la quale è intervenuta condanna di merito.

  • art. 61, n. 2, cod. pen.

    Richiamata come aggravante applicata alla pena; la decisione di merito aveva considerato tale aggravante nel determinare la pena.

  • art. 81 cod. pen.

    Norma sulla continuazione delle pene: la Corte ha ritenuto che la richiesta di applicazione del regime della continuazione debba essere adeguatamente motivata indicando i caratteri delle pronunce da correlare e il nesso materiale o giuridico tra le condotte; una semplice enunciazione generica è inidonea.

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Riferimento alle regole di impugnazione e ai contenuti necessari nel ricorso per cassazione: la Suprema Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia rispettato i requisiti di specificità nelle ragioni di ricorso, rendendo il motivo inammissibile.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione che chieda l'applicazione della continuazione ex art. 81 c.p. deve specificare chiaramente i presupposti: descrivere le pronunce da correlare, illustrare le condotte comuni o i nessi temporali e funzionali tra i reati e indicare perché ricorrono i requisiti giuridici della continuazione.
  • Motivi formulati in termini generici e privi di argomentazione concreta sono inammissibili: il ricorso deve contenere le ragioni di fatto e di diritto che sorreggono la doglianza, non una mera enunciazione della richiesta.
  • Se la possibilità di chiedere la continuazione dipende da atti o documenti che sono divenuti disponibili solo in un momento successivo nello stesso grado di giudizio, occorre dimostrare nel ricorso perché la nota temporale abbia impedito una richiesta nel grado di merito o perché la stessa non poteva essere proposta prima.
  • Se una questione (es. applicazione della continuazione) non è stata dedotta in primo grado, il giudice di merito può ritenere improponibile sollevare per la prima volta tale richiesta in appello; tuttavia la difesa deve comunque indicare e documentare le ragioni che giustificano la tardività.
  • In fase di redazione del ricorso e dei motivi di impugnazione è consigliabile allegare copia delle sentenze passate in giudicato e ogni documento che dimostri i passaggi temporali rilevanti, nonché spiegare il nesso materiale e giuridico tra i diversi illeciti.

Testo integrale

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