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Sentenza

Sentenza del 12/10/2016 n. 2527 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Cessione d'azienda - debiti tributari dell'azienda ceduta - responsabilità solidale del cessionario - sussidiaria e limitata - è tale - cessione in frode al fisco - responsabilità solidale presunta iuris tantum.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda la responsabilità solidale del cessionario d'azienda per i debiti tributari del cedente. La sentenza distingue tra cessione conforme alla legge e cessione effettuata in frode al fisco. In caso di cessione ordinaria, il cessionario che abbia diligentemente richiesto all'Amministrazione finanziaria informazioni sulla posizione debitoria del cedente risponde in via sussidiaria, entro il limite del valore dell'azienda o del ramo ceduto e per imposte e sanzioni relative a violazioni commesse nel triennio precedente, oppure commesse anteriormente ma già contestate o irrogate nel medesimo periodo. In caso di cessione in frode al fisco, opera invece una presunzione semplice di responsabilità, superabile mediante prova contraria, senza i predetti limiti quantitativi e temporali.

La decisione

La Cassazione ha chiarito che l'art. 14 del d.lgs. n. 472/1997 è norma speciale rispetto all'art. 2560, comma 2, c.c. e disciplina specificamente la responsabilità del cessionario per tutelare i crediti tributari. La responsabilità non è quindi sempre illimitata: nella cessione regolare, accompagnata dalla richiesta di certificazione o di informazioni fiscali, è sussidiaria e limitata al valore della cessione e alle obbligazioni tributarie individuate dalla legge. Se, invece, la cessione è stata realizzata in frode al fisco, la responsabilità è presunta iuris tantum e non beneficia delle limitazioni relative al quantum e all'oggetto. Il testo non indica l'esito concreto del ricorso né identifica formalmente le parti; pertanto non è possibile stabilire con certezza se il ricorrente abbia ottenuto l'accoglimento o il rigetto.

Norme richiamate

  • Art. 14 del d.lgs. n. 472/1997

    È la disciplina speciale applicabile alla responsabilità tributaria del cessionario d'azienda. In caso di cessione regolare, prevede una responsabilità sussidiaria e limitata; in caso di frode al fisco, consente una presunzione semplice di responsabilità senza le medesime limitazioni.

  • Art. 2560, comma 2, del codice civile

    Prevede, in generale, la responsabilità dell'acquirente dell'azienda per i debiti risultanti dai libri contabili obbligatori, ma risulta recessivo rispetto alla disciplina speciale tributaria dell'art. 14 del d.lgs. n. 472/1997.

Massime di principio

  • Prima di acquistare un'azienda è opportuno richiedere formalmente all'Amministrazione finanziaria la certificazione o le informazioni sulla posizione tributaria del cedente e conservare la documentazione, perché tale comportamento può limitare la responsabilità del cessionario.
  • In una cessione ordinaria, la responsabilità del cessionario non è automaticamente illimitata: può essere sussidiaria, circoscritta al valore dell'azienda ceduta e riferita alle violazioni fiscali individuate dall'art. 14 del d.lgs. n. 472/1997.
  • La frode al fisco modifica radicalmente il regime di responsabilità: il cessionario può essere ritenuto responsabile anche oltre i limiti ordinari, salvo che dimostri l'assenza della frode o degli elementi che fondano la presunzione.
  • La presunzione di frode è iuris tantum, quindi non è assoluta: il cessionario può fornire prova contraria, dimostrando la correttezza dell'operazione e l'assenza di intenti elusivi o fraudolenti.
  • La disciplina tributaria speciale prevale sulle regole civilistiche generali quando si tratta di debiti fiscali derivanti dalla cessione d'azienda.

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