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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15899/2022 del 26/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorsi contestavano la conferma, in appello, delle condanne: Tiziana Pirola impugnava la sussistenza e la motivazione delle aggravanti ex art. 61 c.p. (nn. 5, 7 e 9) per molte truffe – rilevando che in loro assenza alcuni reati sarebbero improcedibili per tardività o difetto di querela – e denunciava l'omessa motivazione dell'aumento di pena per continuazione; Giannina Pirola deduceva l'improcedibilità per tardività della querela rispetto al capo 33), la mancata prova del suo concorso nella truffa (travisi della prova e motivazione illogica, con riferimento a dichiarazioni testimoniali e documenti) e l'insussistenza dei reati di ricettazione ovvero l'omesso riconoscimento dell'attenuante ex art. 648, 2° comma.

La decisione

Il ricorso di Tiziana Pirola è stato dichiarato inammissibile e pertanto confermate in via definitiva le condanne pronunciate in precedenza; Tiziana è condannata al pagamento delle spese del procedimento di cassazione e alla rifusione delle spese delle parti civili (liquidate in euro 14.040,00 oltre accessori). Il ricorso di Giannina Pirola è stato accolto: la condanna per truffa e ricettazione è annullata con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Milano per nuovo giudizio, perché la motivazione della Corte di appello è risultata carente rispetto alle specifiche prove e dichiarazioni fornite in sua difesa (in particolare la mancata valutazione adeguata dell'allegato investimento e delle prove documentali/testimoniali). Le spese del rinvio saranno regolate in sede di nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 61 cod. pen. (comma 1, nn. 5, 7, 9)

    Le circostanze aggravanti possono essere ritenute sulla base di elementi concreti quali età, rapporti di fiducia/parentela e l'entità del danno; l'applicabilità non è autonoma rispetto agli artifizi tipici della truffa ma si valuta complessivamente in base ai fatti.

  • art. 640 cod. pen. (richiamo a comma 2, n. 2-bis)

    La truffa aggravata che sfrutta condizioni di minorata difesa è procedibile d'ufficio se ricorre l'aggravante indicata; la qualificazione richiede motivazione sui presupposti (es. rapporti fiduciari).

  • art. 648 cod. pen. (secondo comma)

    La circostanza attenuante per ricettazione (se prevista) può essere disposta in subordine ma richiede valutazione degli elementi che dimostrano la buona fede o la diligenza nella verifica della provenienza.

  • art. 81 cod. pen. (secondo comma)

    Aumento di pena per continuazione tra reati: la sua quantificazione richiede motivazione e può essere censurata solo se la doglianza è stata prospettata in appello; in cassazione non è ammissibile sollevare per la prima volta vizi motivazionali riferibili a questioni non oggetto di appello.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in cassazione a carico del ricorrente quando il ricorso è rigettato; applicata per il rigetto del ricorso di Tiziana.

  • d.P.R. n. 144/2001 art. 2, comma 1, lett. b)

    Indica la natura pubblicistica dell'attività di raccolta del risparmio postale; da ciò deriva che l'appropriazione da parte di un dipendente può assumere profili di reato pubblico (es. peculato) e giustifica l'aggravante per abuso di servizio pubblico o attività pubblicistica.

  • artt. 47 e 48 c.p. e artt. 192, 125, 546 c.p.p.

    Norme richiamate dalla difesa per censurare la motivazione e il travisamento della prova: richiedono valutazione coerente degli elementi probatori e il rispetto delle regole probatorie e processuali nel giudizio di merito.

Massime di principio

  • L'aggravante della minorata difesa (art. 61 n.5) non si basa esclusivamente sull'età: l'età va valutata insieme a rapporti di fiducia/parentela o conoscenza che abbiano ostacolato la capacità di difesa della vittima.
  • La rilevanza dell'entità del danno come aggravante (art. 61 n.7) si valuta anche rispetto alla condizione economica della vittima e all'uso dei risparmi; non esiste una soglia automatica, ma importi elevati (es. >=10.000 euro) possono giustificare l'aggravante se motivati.
  • La qualificazione dell'attività come pubblicistica (per es. raccolta del risparmio postale) può incidere sulla tipologia di reato e sull'applicabilità di aggravanti; occorre richiamare norme amministrative che definiscono la pubblicisticità.
  • Le censure in Cassazione riguardanti vizi motivazionali collegati a fatti non dedotti in appello sono inammissibili: il ricorso per cassazione non può introdurre per la prima volta valutazioni fattuali non affrontate dalla Corte d'appello.
  • Per il reato di ricettazione è possibile la responsabilità anche a titolo di dolo eventuale quando l'agente ha rappresentazione del rischio che la cosa provenga da reato e accetta tale rischio; la buona fede e le prove documentali a sostegno devono essere adeguatamente esaminate in motivazione.
  • Se la motivazione di merito è apparente o non considera elementi probatori chiave posti dalla difesa (testimonianze e documenti), la Cassazione può annullare con rinvio per nuovo giudizio.
  • Le questioni relative alla quantificazione dell'aumento per continuazione devono essere sollevate già in sede di appello per poter essere vagliate in cassazione; diversamente la censura è inammissibile.

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