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Sentenza

Sentenza n. 1309/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601224

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di rimessa in pristino relativa alla trasformazione di un portico pertinenziale in superficie residenziale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale che ingiungeva il ripristino dello stato dei luoghi, entro novanta giorni, mediante la ricostruzione della parete di collegamento tra il salone e il portico e la reinstallazione dell’infisso tra i due ambienti, con l’avvertenza dell’esecuzione d’ufficio a spese dei responsabili dell’abuso ai sensi dell’art. 34 del d.P.R. n. 380/2001. Esse hanno dedotto che le opere erano state assentite mediante DIA prot. n. 1267/2008. Il Comune ha sostenuto che il portico, originariamente assentito come spazio esterno coperto e separato dalla parte residenziale, era stato stabilmente incorporato nella superficie abitativa mediante l’eliminazione dell’elemento di separazione con il soggiorno, con conseguente trasformazione funzionale e spaziale dell’ambiente.

La decisione

Il TAR ha deciso la controversia con sentenza semplificata, ritenendo il ricorso manifestamente infondato. Ha accertato che la DIA del 2008, la cui validità ed efficacia non erano contestate dal Comune, riguardava la chiusura del portico e l’unificazione dei due ambienti: la relazione tecnica prevedeva infatti la demolizione della parete divisoria per creare un unico ambiente soggiorno-pranzo. Tuttavia, la DIA non prevedeva il mutamento della destinazione d’uso del locale da pertinenziale a residenziale. Tale cambio di destinazione d’uso, riconducibile all’art. 23-ter del d.P.R. n. 380/2001, non poteva quindi ritenersi assentito. Il ricorso è stato rigettato. In ragione della peculiarità della vicenda, le spese di giudizio sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 23-ter d.P.R. 380/2001

    La trasformazione di un locale da superficie pertinenziale a superficie residenziale costituisce mutamento di destinazione d’uso e non può ritenersi assentita quando il titolo edilizio autorizza soltanto la chiusura del portico e l’unificazione fisica degli ambienti.

  • art. 34 d.P.R. 380/2001

    L’ordinanza impugnata richiamava la possibilità di procedere alla rimozione delle opere abusive e al ripristino dello stato dei luoghi, a spese dei responsabili dell’abuso, in caso di mancata ottemperanza entro il termine assegnato.

  • art. 60 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Un titolo edilizio che autorizza la chiusura di un portico e l’unificazione fisica con il soggiorno non assente, di per sé, il mutamento della destinazione d’uso da superficie pertinenziale a superficie residenziale.
  • La stabile incorporazione di un portico pertinenziale nella superficie abitativa, con eliminazione dell’elemento di separazione e integrazione funzionale dei due ambienti, può integrare un cambio di destinazione d’uso rilevante ai sensi dell’art. 23-ter del d.P.R. n. 380/2001.
  • Quando le opere realizzate eccedono il contenuto del titolo edilizio, l’amministrazione può ordinare il ripristino dello stato dei luoghi limitatamente alla parte non assentita, anche se il titolo edilizio relativo alle opere diverse è valido ed efficace.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventi
RamiEdilizia
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiPrincipio di legalità e tipicità

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