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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8613/2024 del 27/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione articolava tre censure: 1) omessa traduzione del decreto di citazione in appello per presunta non conoscenza dell'italiano da parte dell'imputato, con conseguente nullità assoluta; 2) vizio di motivazione e errore nella valutazione della responsabilità, sostenendo che l'imputato avrebbe soltanto tentato una breve fuga con una involontaria spallata e che la Corte non avrebbe distinto le singole condotte e posizioni soggettive né valutato la possibile mancata percezione della qualifica pubblica degli agenti; 3) mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), in ragione della brevità della fuga, della lieve entità delle lesioni, della collaborazione successiva e dello stato di incensuratezza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo, nel complesso, infondato (in parte al limite dell'inammissibilità). Sul primo motivo ha dichiarato la preclusione della questione perché la mancata traduzione del decreto di citazione in appello è una nullità generale a regime intermedio la cui eccezione deve essere tempestivamente sollevata in sede di appello e non può essere proposta per la prima volta in cassazione. Sul secondo motivo ha ritenuto il motivo inammissibile perché sostanzialmente chiedeva una diversa ricostruzione dei fatti e non ha evidenziato un vizio della motivazione rilevante ai sensi dell'art. 606 c.p.p.; la Corte di appello aveva infatti dato valutazione analitica e coerente degli elementi probatori, mostrando la violenta spinta con cui l'imputato si diede alla fuga e la riconoscibilità degli agenti. Sul terzo motivo ha confermato la valutazione di merito che esclude la particolare tenuità in ragione delle concrete modalità della condotta (pervicacia della violenza funzionale alla fuga) e del rischio significativo insito nel comportamento. Conseguentemente è stata confermata la condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali volontarie e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 143 cod. proc. pen.

    richiamato con riferimento alle condizioni per la traduzione del decreto di citazione all'imputato alloglotto; Corte cost. 12 gennaio 1993 n. 10

    La mancata traduzione del decreto di citazione per un imputato che non comprende l'italiano integra una nullità generale a regime intermedio; tale nullità deve essere tempestivamente eccepita nelle forme e nei termini previsti (non può essere sollevata per la prima volta in cassazione)

  • artt. 178, lett. c) e 180 cod. proc. pen.

    richiamati in relazione alla classificazione delle nullità

    Classificazione delle nullità: la mancata traduzione rientra tra le nullità generali di regime intermedio soggette a decadenza se non tempestivamente dedotte

  • Sez. U, n. 12 del 31/05/2000 (Jakani)

    Giurisprudenza delle Sezioni Unite che ha stabilito il regime di sanatoria per l'omessa traduzione del decreto di citazione se l'eccezione non è tempestiva

  • Sez. 5, n. 20035 dell'01/03/2023 (Vacariu)

    Conferma recente del principio secondo cui l'omessa traduzione è nullità generale a regime intermedio e viene sanata se non eccepita tempestivamente

  • Sez. 6, n. 44421 del 22/10/2015 (Amoha)

    Affermata la tardività dell'eccezione relativa alla mancata traduzione se proposta per la prima volta in cassazione

  • art. 606 cod. proc. pen.

    richiamato in relazione ai limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione e sulla ricostruzione dei fatti

    Il giudice di legittimità non può riformare la valutazione probatoria dei giudici di merito salvo che non emerga un vizio di motivazione o di diritto rilevante secondo i criteri di legge

  • art. 131-bis cod. pen.

    causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto

    L'applicabilità della causa di non punibilità va valutata sulle concrete modalità di estrinsecazione del fatto; condotte che generano un pericolo significativo escludono la tenuità

  • art. 337 cod. pen.

    riferito alla fattispecie di reato (resistenza a pubblico ufficiale)

    La condotta di spintonare e darsi alla fuga può integrare il reato di resistenza a pubblico ufficiale quando sia riconoscibile la qualifica degli operatori e la condotta sia violenta

  • Corte Costituzionale, 12 gennaio 1993, n. 10

    Interprete delle condizioni in cui opera l'obbligo di traduzione per imputati alloglotti; richiamata per definire i presupposti della nullità

Massime di principio

  • L'omessa traduzione del decreto di citazione per un imputato che non comprende l'italiano è una nullità generalizzata a regime intermedio: va eccepita tempestivamente (in appello) o si considera sanata; non può essere sollevata per la prima volta in cassazione salvo casi particolari.
  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti né sostituisce la propria valutazione probatoria a quella dei giudici di merito: per ragionare in cassazione occorre individuare vizi di motivazione o errori di diritto rilevanti ai sensi dell'art. 606 c.p.p.
  • Per ottenere il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) è necessario dimostrare che le modalità del fatto e il rischio concreto siano compatibili con l'esiguità; condotte con elementi di violenza, pervicacia o rischio significativo escludono la tenuità.
  • Se si vuole contestare la riconoscibilità della qualifica pubblica degli agenti (es. agenti in borghese) o la mancata comprensione di ordini in lingua straniera, tali elementi devono essere allegati e dedotti tempestivamente nei gradi di merito e dimostrati con elementi probatori specifici.
  • In sede di impugnazione è fondamentale che il difensore indichi e deduca tempestivamente le nullità e le eccezioni processuali; la mancata deduzione per tempo comporta preclusione in Cassazione.
  • Quando si lamenta l'errore nella valutazione delle prove, è utile indicare in modo puntuale i passaggi logico-giuridici carenti nella motivazione del giudice di merito: semplici rinnovate versioni alternative dei fatti sono in genere inammissibili.

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