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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48522/2023 del 06/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che, ribaltando l'assoluzione di primo grado, aveva dichiarato la responsabilità civile di Petrolini per il disastro e la morte conseguente, ritenendo omessa manutenzione del riduttore di secondo stadio e carenza di certificazioni. Le censure principali erano: 1) violazione dell'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale e della disciplina dell'art. 603 cod. proc. pen. (anche alla luce delle Sezioni Unite), poiché la Corte d'appello ha riformato l'assoluzione basandosi su diversa valutazione di prove dichiarative rese decisive in primo grado senza riassumerle; 2) mancata motivazione rafforzata richiesta quando il gravame riforma un'assoluzione, con travisamento e motivazione lacunosa; 3) erronea estensione degli obblighi di controllo/manutenzione del fornitore al riduttore di secondo stadio e agli accessori a valle del serbatoio, nonché mancata considerazione della clausola contrattuale di comodato che poneva la manutenzione a carico dell'utente e dell'art. 10, comma 4, del d.lgs. n. 32/1998; 4) assenza di prova del nesso causale tra le omissioni ascritte a Petrolini e l'evento; 5) richiesta, con motivi aggiunti, che fosse applicata la giurisprudenza di legittimità (Sez. U.) che impone la rinnovazione delle dichiarazioni decisive quando l'appello della parte civile porta al peggioramento dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati e assorbenti i motivi di natura procedurale: ha constatato che la Corte d'Appello di Bologna, riformando l'assoluzione di primo grado sulla base di diversa valutazione di dichiarazioni ritenute decisive, non ha provveduto alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale né ha dato la 'motivazione rafforzata' richiesta per la riforma dell'assoluzione. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio al giudice civile competente per valore in grado d'appello, al quale è demandata anche la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità. In sintesi: ricorso accolto; annullamento della decisione d'appello e rinvio per nuovo giudizio civile.

Norme richiamate

  • art. 603 cod. proc. pen.

    l'obbligo per il giudice d'appello di rinnovare l'istruttoria dibattimentale quando riforma un'assoluzione basandosi su diversa valutazione di prove dichiarative; applicabile anche se l'appello proviene dalle parti civili

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    richiamato per i limiti di impugnazione

    regola i limiti nella esposizione dei motivi nel ricorso alla Cassazione (sintesi obbligatoria)

  • art. 192 e art. 533 cod. proc. pen.

    richiamati nei motivi relativi a vizio di motivazione e travisamento della prova in sede d'appello

  • art. 585 co. 4 e art. 611 cod. proc. pen.

    norme utilizzate per il deposito di motivi aggiunti e memorie di replica nel procedimento di legittimità

  • d.lgs. n. 32/1998

    invocato dal ricorrente per sostenere che la normativa poneva obblighi di controllo principalmente sul serbatoio e non sugli accessori a valle, deduzione contestata dalla Corte territoriale ma non esaminata adeguatamente a causa del vizio procedurale

  • Sez. U., n. 22065 del 28/01/2021 (Cremonini)

    principio secondo cui il giudice d'appello che riformi un'assoluzione basandosi su diversa valutazione di prova dichiarativa è tenuto, anche d'ufficio, a rinnovare l'istruzione dibattimentale

  • Sez. U., n. 27620 del 28/04/2016 (Dasgupta)

    affermazione analoga circa l'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria nel caso di riforma dell'assoluzione su base di diversa valutazione di prove dichiarative

  • Sez. U., n. 33748 del 12/07/2005 (Mannino)

    principio generale che impone al giudice d'appello, in caso di riforma, di confutare specificamente le ragioni della decisione di primo grado e fornire motivazione adeguata (c.d. motivazione rafforzata)

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello riforma un'assoluzione basandosi su diversa valutazione di testimonianze decisive, è obbligata a rinnovare l'istruttoria dibattimentale (anche d'ufficio) ai sensi di art. 603 c.p.p. e della giurisprudenza di legittimità; l'omissione di tale rinnovazione costituisce vizio procedurale rilevante.
  • La riforma di una sentenza assolutoria richiede una 'motivazione rafforzata': il giudice d'appello deve esporre le linee portanti del proprio diverso ragionamento e confutare specificamente i rilievi chiave della motivazione di primo grado.
  • Nei procedimenti che coinvolgono responsabilità civile derivante da fatti penali, la correttezza procedurale nel trattamento delle prove dichiarative è essenziale: eventuali errori procedurali nell'apprezzamento probatorio possono portare ad annullamento e rinvio per nuovo giudizio civile.
  • In controversie tecniche su obblighi di manutenzione e responsabilità del fornitore, la prova documentale (certificazioni, contratti, attestazioni di conformità) è centrale: la mancanza di certificazioni può essere ritenuta significativa, ma la valutazione della responsabilità sostanziale richiede un esame completo e motivato del quadro probatorio.
  • Chi esercita ruoli di fornitura o controllo deve chiarire contrattualmente e documentare i rispettivi obblighi di manutenzione; dall'altro lato, le parti civili che contestano omissioni devono dimostrare il nesso causale tra l'eventuale omissione e il danno verificatosi.

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