Sentenza n. 16748/2026 - Roma, Sezione 1
per l'annullamento del decreto del 2/12/2021, notificato in data 21/04/2022, a mezzo del quale è stata respinta l'istanza di concessione della cittadinanza italiana -OMISSIS- presentata dalla ricorrente in data 29 giugno 2017;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto del 2 dicembre 2021, notificato il 21 aprile 2022, di diniego della concessione della cittadinanza italiana richiesta il 29 giugno 2017
Esito
Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego della cittadinanza italiana, deducendo con un unico motivo violazione di legge ed eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, travisamento dei fatti, irragionevolezza e carenza dei presupposti. In particolare, ha contestato che il diniego fosse fondato su una notizia di reato attribuitale, che il provvedimento indicava come risalente al 2018.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Il provvedimento si fondava unicamente su una notizia di reato che gli approfondimenti istruttori del Ministero collocavano nel 2012, non nel 2018. Considerato il decorso di quasi dieci anni tra tale notizia e il decreto del 2 dicembre 2021, l’Amministrazione avrebbe dovuto verificarne gli sviluppi prima di assumerla come ragione ostativa; inoltre, la ricorrente aveva dimostrato che la notizia non aveva avuto esito processuale negativo. Il Ministero dovrà rideterminarsi nel rispetto del vincolo conformativo della sentenza. Spese integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992
Con ricorso proposto in data 16 giugno 2022 veniva impugnato il decreto n. -OMISSIS-, adottato in data 2 dicembre 2021 e successivamente notificato in data 21 aprile 2022, a mezzo del quale il Ministro dell’Interno ha respinto l'istanza di concessione della cittadinanza italiana avanzata dalla ricorrente il 29 giugno 2017 ai sensi dell'art. 9, c. 1, lett. f), della l. n. 91/1992.
La norma individua la base giuridica della richiesta di concessione della cittadinanza, ma la sentenza non ne sviluppa un’interpretazione sostanziale; l’annullamento è fondato sui vizi istruttori e motivazionali del diniego.
Massime di principio
- Quando un diniego di concessione della cittadinanza si fonda esclusivamente su una notizia di reato risalente nel tempo, l’Amministrazione deve verificarne gli sviluppi prima di assumerla come elemento ostativo, soprattutto se non risulta che abbia avuto esito processuale negativo.
- La decisione amministrativa che assume una notizia di reato come decisiva deve fondarsi su una ricostruzione istruttoria corretta della sua data e della sua evoluzione; l’omessa verifica, in presenza di un considerevole intervallo temporale, integra un vizio di istruttoria che può comportare l’annullamento del diniego.
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