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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17867/2022 del 01/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (fisco)

La controversia

I contribuenti impugnavano la sentenza della CTR che aveva accolto l'appello dell'Agenzia delle entrate contro la decisione di primo grado favorevole ai contribuenti. La controversia nasceva da un avviso di accertamento con cui l'Ufficio aveva revocato l'agevolazione fiscale "prima casa" fruita in sede di acquisto, in quanto la residenza non era stata trasferita nel Comune in cui si trovava l'immobile entro diciotto mesi dalla stipula dell'atto di permuta del 31.10.2008. I ricorrenti deducevano violazione e falsa applicazione dell'art. 1472 c.c. e dell'art. 1, nota II-bis, della Tariffa, Parte I, allegata al d.P.R. n. 131/1986, sostenendo che si trattava di permuta tra un bene attuale (terreno) e un bene futuro (unità immobiliare ancora in costruzione) e che, quindi, il termine di diciotto mesi per il trasferimento della residenza avrebbe dovuto decorrere solo dal momento di ultimazione e consegna dell'immobile futuro.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato l'unico motivo di ricorso e ha confermato la decisione della CTR. Ha ribadito che, ai fini del beneficio "prima casa", il termine di diciotto mesi decorre dalla stipula dell'atto di acquisto e l'acquirente assume un vero e proprio obbligo verso il fisco di trasferire la residenza nel Comune in cui è ubicato l'immobile; la mancata ultimazione dell'immobile in costruzione non sposta il dies a quo né integra, di per sé, forza maggiore. Di conseguenza, la revoca dell'agevolazione era legittima e il ricorso è stato rigettato, con condanna dei ricorrenti alle spese e con il rilievo del contributo unificato aggiuntivo.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    norma invocata come parametro del vizio di legittimità per violazione di legge

  • art. 1472 c.c.

    richiamato dai ricorrenti per sostenere la natura di contratto avente ad oggetto bene futuro e la diversa decorrenza del termine

  • art. 1, nota II-bis, Tariffa, Parte I, allegata al d.P.R. n. 131/1986

    l'immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l'acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall'acquisto la propria residenza

    la residenza nel Comune dell'immobile è elemento costitutivo del beneficio "prima casa"; il trasferimento entro diciotto mesi è un obbligo del contribuente e il suo mancato rispetto comporta decadenza, salvo forza maggiore

  • art. 380-bis c.p.c.

    richiamato per la trattazione camerale sulla base della proposta del relatore

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    utilizzato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • Ai fini dell'agevolazione "prima casa", il trasferimento della residenza nel Comune in cui è ubicato l'immobile deve avvenire entro il termine perentorio di diciotto mesi dalla stipula dell'atto di acquisto, salvo che il contribuente provi una causa di forza maggiore.
  • Il mancato completamento dell'immobile acquistato in corso di costruzione non comporta, di per sé, lo slittamento del termine per il trasferimento della residenza, poiché la norma richiede il trasferimento nel Comune e non la disponibilità materiale dell'abitazione.
  • L'acquirente che dichiari nell'atto di voler trasferire la residenza assume verso il fisco un vero e proprio obbligo, la cui inosservanza determina la decadenza dal beneficio provvisoriamente riconosciuto.
  • La forza maggiore idonea a escludere la decadenza deve consistere in un evento non prevedibile, inevitabile e non imputabile al contribuente; la mera mancata ultimazione dei lavori non integra automaticamente tale requisito.

Come è indicizzato

MaterieRimborsiContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della provaCaso fortuito e forza maggiore

Testo integrale

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