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Ordinanza

Ordinanza n. 5783/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per l'Umbria (Sezione Prima) n. 00233/2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202504445

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Umbria che aveva respinto il ricorso e i motivi aggiunti contro i provvedimenti regionali di ampliamento di due discariche, senza prevedere l’ampliamento della discarica gestita dall’appellante

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La controversia riguarda i provvedimenti con cui la Regione Umbria, nelle more dell’approvazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, aveva previsto l’ampliamento delle discariche di Belladanza e Borgogiglione, senza includere l’impianto Le Crete. La società appellante ha proposto appello contro la sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti, deducendo diversi articolati profili di illegittimità, non ulteriormente specificati nell’ordinanza. La Regione ha eccepito preliminarmente l’improcedibilità dell’appello per la sopravvenuta approvazione del nuovo Piano Regionale di Gestione Integrata dei Rifiuti, non impugnato dalla società, e ha chiesto comunque il rigetto nel merito. L’appellante ha chiesto il rinvio dell’udienza, rappresentando l’intenzione di presentare una nuova istanza di autorizzazione all’ampliamento della discarica e la possibile sopravvenuta carenza di interesse qualora la Regione avviasse e istruisse il relativo procedimento. Ha inoltre evidenziato l’esaurimento prossimo delle volumetrie residue, previste sufficienti soltanto fino al primo semestre del 2028, nonché il carattere strategico dell’impianto riconosciuto dal nuovo Piano regionale.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha deciso l’appello né l’eccezione di improcedibilità. Ha ritenuto meritevoli di favorevole apprezzamento le ragioni prospettate dalla società, considerando che l’eventuale presentazione e trattazione di una nuova istanza autorizzativa regionale potrebbe rendere inutile la prosecuzione del giudizio e favorire una soluzione amministrativa della controversia, con esigenze di economia processuale. In applicazione dell’art. 73, comma 1-bis, c.p.a., ha accolto l’istanza di rinvio e ha rinviato la trattazione all’udienza pubblica del 10 dicembre 2026. Non risulta adottata alcuna statuizione sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Consente il rinvio della discussione quando le ragioni dedotte lo giustifichino; nel caso concreto il rinvio è stato ritenuto opportuno per consentire l’eventuale definizione amministrativa della controversia e valutare la possibile sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Il giudice amministrativo può rinviare la trattazione della causa, ai sensi dell’art. 73, comma 1-bis, c.p.a., quando l’evoluzione del procedimento amministrativo possa rendere superflua la decisione giudiziale e il rinvio sia funzionale all’economia processuale.
  • La prospettata presentazione di una nuova istanza amministrativa, accompagnata dalla concreta possibilità che l’amministrazione avvii e istruisca il relativo procedimento, può giustificare il rinvio della discussione dell’appello quando tale procedimento sia idoneo a incidere sull’interesse alla prosecuzione del giudizio.
  • Il rinvio della trattazione non implica una decisione sull’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, né sul merito delle censure, che restano devoluti alla successiva udienza.

Come è indicizzato

MaterieRifiutiAppello
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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