Sentenza n. 215/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento dell'ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi n. 7 (registro generale n. 41) del 4.11.2025, a firma della Responsabile p.t. del Settore edilizia, urbanistica, commercio, sportello unico del Comune di Ascea (SA), notificata il 5.11.2025 dal messo comunale a mani proprie della ricorrente, con contestuale avviso di acquisizione gratuita e irrogazione di sanzione pecuniaria.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, con avviso di acquisizione gratuita e irrogazione di sanzione pecuniaria, relativa al mutamento d'uso di un piano seminterrato e a opere realizzate nel sottotetto
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione notificatale quale proprietaria/committente. Il primo addebito riguardava il cambio di destinazione d'uso del piano seminterrato, con realizzazione di due camere, cucina/pranzo, bagno e corridoio, per una superficie complessiva di circa 64 mq, un volume di circa 162 mc e altezza interna di circa 2,55 m. La ricorrente ha dedotto, sulla base di una consulenza tecnica di parte, che il titolo edilizio originario non aveva imposto né prescritto l'uso a cantina, che non vi erano incrementi di volume, modifiche di sagoma o opere strutturali, che le altezze erano compatibili con l'uso abitativo e che il piano risultava catastalmente classificato come abitazione civile sin dal primo impianto. Il secondo addebito riguardava la chiusura di due portici al piano sottotetto, modifiche ai prospetti e alle tramezzature interne, nonché la realizzazione di un terrazzo di circa 7,20 mq. La ricorrente ha sostenuto che si trattasse di interventi di edilizia libera: installazione di vetrate panoramiche amovibili e scorrevoli, allineamento di una tramezzatura già esistente e pavimentazione di un'area senza modifica della quota. Per il primo intervento il giudice ha ravvisato un difetto di motivazione dell'ordinanza, non essendo stato specificato come l'amministrazione avesse accertato lo stato legittimo del bene. Per il secondo intervento, invece, la ricorrente ha contestato la necessità dell'autorizzazione paesaggistica, mentre il giudice ha ritenuto che le opere, incidendo sullo stato dei luoghi e sull'aspetto esteriore dell'edificio in area vincolata, richiedessero tale atto di assenso.
La decisione
Il TAR ha deciso con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha accolto parzialmente il ricorso. Ha annullato l'ordinanza di demolizione limitatamente alla contestazione relativa al cambio di destinazione d'uso del piano seminterrato, ritenendo manifestamente fondato il motivo per difetto di motivazione: l'ordinanza non chiariva come fosse stato accertato lo stato legittimo dell'immobile, mentre la documentazione tecnica prodotta evidenziava l'assenza di incrementi volumetrici, modifiche di sagoma o opere strutturali e la compatibilità delle altezze con l'uso abitativo. Ha invece rigettato il ricorso quanto alle opere del sottotetto. In relazione a tali interventi, il Collegio ha ritenuto che l'atto impugnato avesse natura vincolata, poiché le opere erano state realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico e alteravano lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore dell'edificio; di conseguenza, era necessario acquisire l'autorizzazione paesaggistica, anche per interventi edilizi minori. La reciproca soccombenza ha determinato la compensazione delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata, previa audizione delle parti, quando la causa è matura per la decisione.
art. 24, comma 5-bis, d.P.R. 380/2001
È richiamato quale parametro di compatibilità delle altezze interne del piano seminterrato con l'uso abitativo.
art. 149, comma 1, lett. a), d.lgs. 42/2004
È interpretato nel senso che, in area sottoposta a vincolo paesaggistico, deve essere acquisita l'autorizzazione paesaggistica anche per interventi edilizi minori che alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore dell'edificio.
Massime di principio
- Un'ordinanza di demolizione deve indicare in modo adeguato come l'amministrazione abbia accertato lo stato legittimo dell'immobile; in mancanza, l'atto è viziato per difetto di motivazione.
- La documentazione tecnica che evidenzi l'assenza di incremento volumetrico, modifica della sagoma e opere strutturali può assumere rilievo nel sindacato sulla legittimità di un'ordinanza repressiva edilizia, soprattutto quando l'amministrazione non abbia esplicitato l'iter dell'accertamento dello stato legittimo.
- In area sottoposta a vincolo paesaggistico, anche opere edilizie di modesta entità che incidano sullo stato dei luoghi o sull'aspetto esteriore dell'edificio richiedono il previo titolo paesaggistico previsto dalla legge, indipendentemente dalla loro eventuale qualificazione come interventi di edilizia libera sotto il profilo edilizio.
- La qualificazione di un intervento come edilizia libera non esclude la necessità di acquisire autonomi atti di assenso paesaggistico quando l'opera incide sull'aspetto esteriore dell'edificio o sullo stato dei luoghi in area vincolata.
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