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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28576/2025 del 05/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per il reato di cui all'art. 14, comma 5-ter, d.lgs. n. 286/1998 (inosservanza dell'ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale). Il ricorrente ha dedotto: 1) esistenza di una causa di giustificazione per l'inottemperanza (mancanza di soldi e documenti per l'espatrio) e sopravvenuto rilascio del permesso di soggiorno; 2) omissione di riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 34 d.lgs. n. 274/2000; 3) mancata applicazione/valutazione delle attenuanti generiche ex art. 62-bis cod. pen.; oltre a contestare carenze motivazionali della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto adeguata e sufficiente la motivazione del Giudice di Pace che ha escluso la causa di giustificazione: l'assenza di denaro e documenti non è automatica giustificazione se l'imputato non dimostra di essersi attivato per ottenere i documenti o i biglietti (ad es. tramite le competenti rappresentanze diplomatiche), come previsto dall'ultima parte dell'art. 14, comma 5-bis, d.lgs. n. 286/1998. Il sopravvenuto rilascio del permesso di soggiorno, avvenuto molti anni dopo (2022 rispetto alla violazione del 2015), non retroagisce per giustificare la precedente permanenza illecita. Quanto alla tenuità del fatto ex art. 34 d.lgs. n. 274/2000, il Tribunale aveva adeguatamente motivato il diniego richiamando precedenti penali, reiterate dichiarazioni di generalità diverse e la lunga durata della permanenza. Le attenuanti generiche non sono state esaminate dalla Corte territoriale perché non richieste in sede di merito e dunque non deducibili per la prima volta in Cassazione. Conseguentemente il ricorso è rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico immigrazione), art. 14, comma 5-ter

    Disciplina la fattispecie di inosservanza dell'ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale; la Corte conferma che l'inosservanza è punibile salvo che il comportamento sia giustificato da una 'assoluta impossidenza' debitamente dimostrata dall'interessato.

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 14, comma 5-bis

    "l'ordine del questore può essere accompagnato dalla consegna all'interessato, anche su sua richiesta, della documentazione necessaria per raggiungere gli uffici della rappresentanza diplomatica del suo Paese in Italia, anche se onoraria, nonché per rientrare nello Stato di appartenenza ovvero, quando ciò non sia possibile, nello Stato di provenienza, compreso il titolo di viaggio"

    Il comma impone/riconosce l'onere per lo straniero di attivarsi (o di ottenere, anche su richiesta, documentazione/titolo di viaggio) e giustifica l'assenza di espulsione solo quando sussista una reale impossibilità non superabile con l'adozione delle misure indicate.

  • d.lgs. 27 luglio 2000, n. 274, art. 34

    La causa di improcedibilità per particolare tenuità è applicabile anche ai reati di pura condotta e ai reati omissivi in materia di immigrazione davanti al Giudice di Pace; va valutata nel complesso (entità del danno/pericolo, occasionalità, grado di colpevolezza, pregiudizi per lavoro/famiglia/salute). Nel caso concreto è stata esclusa per presenza di precedenti, condotte reiterate e lunga permanenza.

  • codice penale, art. 62-bis

    Prevede il riconoscimento delle attenuanti comuni (generiche). La Corte ha ricordato che il loro riconoscimento in sede di merito richiede che siano state prospettate in istruttoria; se non richieste non possono essere sollevate per la prima volta in Cassazione.

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)

    Norma sulle censure di motivazione e violazione di legge impugnabili in cassazione; la Corte ha valutato le censure e le ha ritenute infondate alla luce della motivazione resa dal Giudice di Pace.

Massime di principio

  • La mera difficoltà economica o la mancanza di documenti non esclude automaticamente la rilevanza penale dell'inosservanza dell'ordine di espulsione: l'interessato deve dimostrare di essersi attivato concretamente per ottenere i documenti o i titoli di viaggio (es. richieste alle rappresentanze diplomatiche) o che vi fosse un'effettiva impossibilità assoluta.
  • Il rilascio di un permesso di soggiorno successivo alla violazione non retroagisce automaticamente a giustificazione della precedente permanenza illecita, specie se il rilascio avviene molti anni dopo l'ordine di allontanamento.
  • L'istituto della particolare tenuità del fatto può essere applicato anche ai reati di immigrazione trattati dal Giudice di Pace, ma la valutazione è complessiva e prende in considerazione precedenti, occasionalità, danno/pericolo per l'interesse tutelato e la durata della condotta; presenza di reiterazione o elementi aggravanti ostano al riconoscimento.
  • Le attenuanti generiche e altre circostanze di favore devono essere dedotte e richieste nel giudizio di merito; non possono essere per la prima volta formulate in cassazione se non tempestivamente prospettate davanti al giudice competente.
  • In procedimenti relativi a reati amministrativo-penali di immigrazione è fondamentale documentare tempestivamente le iniziative amministrative intraprese (richieste alla rappresentanza diplomatica, istanze di rilascio di documenti, ottenimento di biglietti) per poter efficacemente produrre una causa di giustificazione o attenuanti.

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