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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10974/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro del 23/04/2024 che aveva: (1) condannato Giovanni Magliocchi per estorsione continuata (artt. 81, 629 c.p.) nei confronti di Ida De Marco; (2) affermato la responsabilità penale di Giovanni e Massimo Magliocchi per concorso in truffa aggravata ai danni dell'INPS (artt. 110, 640 c.p.). I motivi principali di ricorso contestavano la motivazione (contraddittorietà e illogicità) in ordine all'elemento soggettivo e alla sussistenza della minaccia per il capo A (estorsione) e la mancata prova del rapporto di lavoro effettivo con la Olivicola Cosentina per il capo B (truffa); si denunciava anche la prescrizione del reato di cui al capo B.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha confermato la motivazione della Corte d'appello: le dichiarazioni della persona offesa (Ida De Marco), corroborate da altre emergenze (depositi/prelievi bancari, testimonianze di Salatino e altri), sono state ritenute attendibili; la prospettazione della perdita del lavoro o l'alternativa (dimissioni) ha carattere coattivo anche se la minaccia non fosse stata formulata esplicitamente, potendo integrare l'estorsione in forma larvata; la condotta consistente nell'interposizione formale dell'assunzione presso Eurosinergy e l'effettiva prestazione presso la Olivicola ha integrato il reato di truffa aggravata per l'ottenimento di indebiti sgravi contributivi a danno dell'INPS. La Corte ha inoltre osservato che la prescrizione del reato contestato al capo B è maturata il 18/05/2024, cioè dopo la sentenza impugnata, e non poteva quindi essere dichiarata in Cassazione. Per l'inammissibilità dei ricorsi i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di €3.000 ciascuno alla Cassa delle Ammende. La parte civile (Ida De Marco) otterrà la liquidazione del risarcimento nella sede civile.

Norme richiamate

  • art. 629 cod. pen.

    Norma che punisce l'estorsione: la Corte ha ritenuto integrato il reato anche in presenza di minacce larvate o prospettazione di perdita del lavoro idonee a coartare la volontà della vittima.

  • art. 81 cod. pen.

    Rinvio alla continuazione di reati; applicato per considerare più condotte come un unico disegno criminoso.

  • art. 640, comma 2, cod. pen.

    Riguarda la truffa aggravata; la Corte ha ritenuto integrata la fattispecie per l'indebito ottenimento di sgravi contributivi mediante interposizione fittizia di rapporto di lavoro.

  • art. 110 cod. pen.

    Concorso di persone nel reato; applicato per ritenere la responsabilità comune di Giovanni e Massimo nell'azione volta a conseguire il profitto illecito.

  • art. 192 cod. proc. pen., comma 1

    Principio del libero convincimento del giudice nella valutazione delle prove; la Corte ha richiamato il limite del dovere di motivare le scelte valutative.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Criteri di cassazione per motivi di impugnazione (vizi di motivazione): la Corte ha ritenuto infondati i rilievi di contraddittorietà/manifesta illogicità sollevati dai ricorrenti.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Disciplina delle cause di estinzione del reato: la Corte ha osservato che la prescrizione del capo B si è perfezionata dopo la sentenza impugnata e non poteva essere rilevata in Cassazione in presenza di ricorsi inammissibili.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna per ammenda a favore della Cassa delle Ammende; applicata per irrogare €3.000 a carico di ciascun ricorrente per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

  • Legge n. 190/2014; art. 1 commi 1175-1176 Legge n. 296/2006

    Norme relative agli sgravi/esoneri contributivi: la decisione di merito ha verificato i requisiti per beneficiare degli sgravi e ha ritenuto che, per la Olivicola Cosentina, tali condizioni non ricorressero, rendendo l'ottenimento dell'agevolazione ingiusto e fonte del profitto illecito.

Massime di principio

  • Le dichiarazioni della persona offesa, se ritenute credibili e corroborate da riscontri anche indiziari, possono costituire base sufficiente per la condanna (ma richiedono motivazione più penetrante).
  • L'estorsione può essere integrata non solo da minacce esplicite di licenziamento ma anche da minacce 'larvate' o da prospettazioni che pongano la vittima davanti all'alternativa coartata tra accettare condizioni imposte o subire la perdita del lavoro (o effetti equivalenti).
  • Rapporti di lavoro formalmente intestati a una società diversa da quella in cui si presta effettivamente la prestazione possono integrare reati (es. truffa) se finalizzati a ottenere indebiti benefici pubblici (sgravi/contributi) e se la documentazione e le risultanze INPS dimostrano l'inidoneità del beneficiario reale.
  • La mera esistenza di rapporti cordiali tra vittima e presunto autore non esclude automaticamente che si sia verificata una condizione di soggezione economica o psicologica idonea a integrare estorsione.
  • In Cassazione non è possibile ribaltare la valutazione di merito dei fatti salvo che emergano manifeste illogicità o contraddizioni nella motivazione; i ricorsi che sollecitano una diversa valutazione del materiale probatorio sono generalmente inammissibili.
  • La prescrizione va valutata temporalmente rispetto agli atti: se la prescrizione matura dopo la sentenza impugnata, questa non può essere fatta valere in Cassazione quando il ricorso sia dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza.

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