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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10883/2025 del 19/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per omicidio stradale (art. 589-bis c.p.) per aver investito un pedone sul bordo della S.S. 175; censure articolate su quattro motivi: 1) omissione di motivazione circa la causalità e possibile causa esclusiva del pedone; 2) mancato esame della consulenza tecnica di parte depositata in appello; 3) vizio nella determinazione della durata della sanzione amministrativa accessoria (sospensione patente) non tenendo conto del pronto soccorso prestato; 4) violazione dell'art. 82 c.p.p. per mancata considerazione della revoca della costituzione di parte civile.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e lo ha respinto nei termini. Ha ritenuto le censure come una rilettura dei fatti non consentita in sede di legittimità, con la motivazione del giudice di merito considerata logica, coerente e adeguata. Sono state richiamate le risultanze probatorie (elevato tasso alcolemico 1,452 g/l, assenza di frenata, velocità superiore al limite di 50 km/h e inadeguata rispetto alle condizioni di scarsa illuminazione e alla presenza di intersezioni) che giustificano la responsabilità per colpa del conducente e la concorrenza di colpa del pedone. La Corte ha ritenuto non fondato il mancato esame, in termini vizianti, della consulenza di parte e ha confermato la correttezza della misura della sospensione della patente (2 anni, inferiore alla media edittale). Ha escluso interesse del ricorrente rispetto alla mancata statuizione formale sulla revoca della costituzione di parte civile. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese e al versamento alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 589-bis cod. pen. (omicidio stradale)

    Norma applicata per la qualificazione del fatto come omicidio stradale; la Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi di colpa riconducibili al conducente e ha riconosciuto la rilevanza del concorso di colpa della vittima ai sensi del comma 7

  • art. 141 cod. della strada

    Richiamato per il principio che il conducente deve adeguare la velocità alle condizioni di tempo, luogo e traffico; anche il rispetto del limite non esclude l'obbligo di moderare la velocità se le condizioni lo richiedono

  • art. 142 cod. della strada

    Richiamato in relazione alle modalità di circolazione e comportamento di guida; integrato con art. 141 per valutare la condotta colposa del conducente

  • art. 148 cod. della strada

    Richiamato in relazione all'obbligo di arrestarsi o di adottare comportamenti per evitare l'investimento e alla necessità di osservare comportamenti idonei a prevenire incidenti

  • art. 191 cod. della strada

    Norma richiamata per censurare il comportamento del pedone (violazione delle norme sulla circolazione pedonale) e considerarlo concorrente nella causazione dell'evento

  • art. 218 cod. della strada

    Richiamato in relazione ai criteri direttivi per la determinazione della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente): la Corte ha ritenuto la durata conforme ai criteri di gravità della violazione, entità del danno e pericolosità della ulteriore circolazione

  • art. 82 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa per la presunta inosservanza della revoca della costituzione di parte civile; la Corte ha ritenuto la questione priva di rilevanza e interesse per il ricorrente nel giudizio di cassazione

Massime di principio

  • In tema di incidenti con pedoni, per escludere la responsabilità del conducente occorre che il comportamento del pedone sia causa eccezionale, atipica, imprevedibile e da sola sufficiente a determinare l'evento; in assenza di ciò la responsabilità del conducente può essere affermata se emergono negligenza, imprudenza o imperizia
  • Il rispetto del limite massimo di velocità non esclude l'obbligo di adeguare la velocità alle condizioni del luogo e del tempo; una velocità inferiore al massimo consentito può comunque essere inadeguata e fonte di responsabilità penale
  • L'intossicazione alcolica del conducente (tasso elevato) è elemento valutabile dal giudice come fattore che riduce vigilanza, tempi di reazione e capacità di avvistamento, rafforzando la valutazione di colpa
  • La Corte di legittimità non riesamina i fatti né sostituisce la valutazione probatoria dei giudici di merito quando la motivazione è logica, coerente e ampia; le doglianze che chiedono una diversa lettura del quadro probatorio sono, di regola, inammissibili
  • La mancata risposta puntuale a una consulenza tecnica di parte non è automaticamente vizio se la motivazione complessiva della sentenza mostra di aver considerato e rigettato le relative argomentazioni; la CTU di parte è contributo e non mezzo di prova che impone risposta analitica
  • La determinazione della sanzione amministrativa accessoria (sospensione patente) deve rispettare i criteri del legislatore (gravità, danno, pericolosità) e il giudice deve congruamente motivarne la misura; la misura è sindacabile in cassazione solo per vizi di motivazione o illogicità

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