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Sentenza

Sentenza n. 696/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500998

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Brescia, Sezione Lavoro, relativa all’assegnazione della Carta del docente per gli anni scolastici 2019/2020-2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza, ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a., deducendo la mancata esecuzione della sentenza n. 583/2024 del Tribunale di Brescia, Sezione Lavoro, notificata al Ministero il 1° settembre 2024. La sentenza aveva riconosciuto il diritto della docente all’assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione prevista dall’art. 1, comma 121, l. 107/2015, per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, condannando il Ministero a metterla a disposizione. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato che, il 25 febbraio 2026, Sogei S.p.A., gestore del servizio, aveva accreditato nel borsellino elettronico della ricorrente l’importo riconosciuto dalla sentenza. La ricorrente ha quindi confermato l’avvenuta esecuzione, chiedendo la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la condanna del Ministero alle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché la pretesa azionata era stata integralmente soddisfatta in sede amministrativa mediante l’accredito dell’importo dovuto nel borsellino elettronico della Carta del docente. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il principio della soccombenza virtuale: l’adempimento tardivo ha confermato la fondatezza dell’azione, considerato il tempo trascorso dalla pubblicazione e dalla notifica della sentenza del giudice del lavoro, dalla richiesta di pagamento, dalla notifica del ricorso per ottemperanza e dall’effettivo accredito. Il Ministero è stato condannato a rimborsare i due terzi delle spese, liquidati in 400 euro oltre oneri e accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari; la restante parte è stata compensata.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Fondano il ricorso per l’ottemperanza diretto a ottenere l’esecuzione della sentenza del giudice del lavoro.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando, nel corso del giudizio, la pretesa azionata viene integralmente soddisfatta e viene meno la posizione di contrasto tra le parti.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Prevede la Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, oggetto del diritto riconosciuto dalla sentenza posta in esecuzione.

Massime di principio

  • Quando l’amministrazione dà integrale esecuzione alla pretesa azionata con il ricorso per ottemperanza nel corso del giudizio, viene meno la posizione di contrasto tra le parti e il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • L’adempimento dell’amministrazione intervenuto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza non esclude la regolazione delle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, se il ritardo nell’esecuzione conferma la fondatezza della pretesa giudiziale.
  • La ritardata esecuzione di una sentenza può giustificare la condanna dell’amministrazione a una quota delle spese di lite anche quando, prima della decisione, la prestazione dovuta sia stata integralmente eseguita.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di liteScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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