Sentenza n. 525/2026 - Bologna, Sezione 2
per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Rimini n. 122 del 2024, pubblicata il 21.05.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Rimini n. 122 del 2024, relativa al pagamento della Carta Docenti per più annualità
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Rimini n. 122 del 2024, passata in giudicato, che le aveva riconosciuto il diritto a percepire la Carta Docenti per le annualità indicate nella pronuncia, oltre interessi o rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, l. n. 724/1994. La sentenza era stata notificata all'amministrazione debitrice presso il domicilio reale, ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Dopo la proposizione del ricorso, il Ministero ha provveduto al pagamento del bonus Carta Docenti relativo agli anni oggetto della domanda. La ricorrente ha quindi rappresentato l'intervenuta soddisfazione della pretesa sostanziale, insistendo tuttavia per la condanna dell'amministrazione alle spese del giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che il pagamento intervenuto dopo la proposizione del ricorso avesse determinato la piena e puntuale soddisfazione della pretesa sostanziale azionata. Pur dichiarando cessato il contenzioso quanto all'ottemperanza, il Collegio ha posto le spese a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza, considerando che l'adempimento era intervenuto soltanto dopo l'avvio del giudizio. Il Ministero è stato condannato a rifondere € 800,00, oltre spese generali e oneri accessori, nonché a restituire il contributo unificato effettivamente versato. È stata disposta la distrazione delle spese in favore del difensore dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
È indicato quale base processuale dell'azione di ottemperanza promossa per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato.
art. 34, comma 5, c.p.a.
La sopravvenuta piena soddisfazione della pretesa sostanziale azionata determina la cessazione della materia del contendere.
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
È richiamato dalla sentenza ottemperanda quale base per il riconoscimento di interessi o rivalutazione dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, il pagamento intervenuto dopo la proposizione del ricorso e idoneo a soddisfare integralmente la pretesa sostanziale determina la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
- La cessazione della materia del contendere per adempimento sopravvenuto non impedisce la condanna dell'amministrazione alle spese quando l'adempimento sia intervenuto dopo la proposizione del giudizio; le spese possono essere poste a carico dell'amministrazione secondo il criterio della soccombenza sostanziale.
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