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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39788/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Pistoia (sez. riesame) che aveva annullato il decreto di convalida del sequestro preventivo d'urgenza e il decreto di sequestro preventivo emessi il 14/10/2021 sulla somma di €268.745,00 nell'ambito di indagini con imputazione provvisoria per gli artt. 110 e 640-bis c.p.; il Pubblico ministero ha dedotto (1) carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione per presunta omissione nella valutazione degli esiti delle perquisizioni svolte nei confronti di terzi (albergatori), e (2) vizio nella valutazione del "fumus commissi delicti" ritenuta non conforme al criterio previsto dall'art. 321 c.p.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivo: i mezzi di impugnazione erano generici e fondati su censure di merito (contestazione della modalità di valutazione e degli esiti raggiunti dal Tribunale) e non su specifiche violazioni di legge; inoltre il ricorrente non ha adempiuto all'onere di allegare e provare l'esistenza, negli atti del riesame o acquisita in udienza, dell'elemento indiziario che avrebbe dovuto essere stato esaminato e ritenuto decisivo. La motivazione del Tribunale di riesame è stata ritenuta ampiamente comprensibile e sufficiente.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sostanziale relativa alla concorso di persone nel reato; citata come parte dell'imputazione provvisoria nei confronti del resistente.

  • art. 640-bis cod. pen.

    Frode in danno dello Stato o enti pubblici; indicata nella descrizione dei reati per i quali è stato disposto il sequestro preventivo.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Regola il principio di valutazione del "fumus commissi delicti" nel riesame delle misure cautelari reali; la Corte ha ricordato che il riesame richiede una valutazione sommaria degli elementi, ma che la cassazione non è la sede per rivalutazioni meramente critiche prive di specifiche violazioni di legge.

  • art. 606, lett. e) cod. proc. pen.

    Prevede i motivi di impugnazione in Cassazione; la Corte ha ritenuto che il ricorso si fondasse esclusivamente su questa lettera in modo generico e dunque non idoneo ad ottenere ammissione quando mancano specifiche censure di legge.

  • art. 325, comma 1 cod. proc. pen.

    Impone al ricorrente l'onere di indicare e allegare gli elementi omessi dal giudice del riesame ritenuti decisivi; la Corte ha rilevato l'inadempimento di tale onere da parte del Pubblico ministero.

Massime di principio

  • Il ricorso per Cassazione avverso provvedimenti relativi a misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge o vizi gravissimi della motivazione che la rendano incomprensibile; critiche di mero merito sono inammissibili.
  • Chi deduce l'omesso esame di elementi decisivi deve allegare nel ricorso la prova dell'esistenza di tali elementi negli atti del riesame o della loro acquisizione in udienza e spiegare perché siano determinanti.
  • Il giudice di riesame compie una valutazione sommaria del fumus commissi delicti, ma la Corte di legittimità non sostituisce tale valutazione con un riesame di merito se non è dedotta una specifica violazione di legge.
  • La mancata puntuale indicazione degli atti o degli elementi non valutati dal riesame e la mancata dimostrazione della loro decisività comportano l'inammissibilità del ricorso in Cassazione.
  • Le contestazioni circa la completezza o la logicità della motivazione del giudice del riesame devono essere formulate in termini tali da evidenziare un vizio di diritto o una lacuna tale da rendere la motivazione incomprensibile.

Testo integrale

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