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Ordinanza

Ordinanza n. 237/2026 - Bologna, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600937

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego prefettizio relativo all’istanza dell’impresa, adottato dalla Prefettura di Rimini

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento di rigetto adottato dalla Prefettura di Rimini, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Nella fase cautelare ha contestato, secondo quanto emerge sinteticamente dall’ordinanza, la rilevanza attribuita all’assenza di DURC e alla presenza di cartelle di pagamento inevase. Il Collegio ha riservato al merito ogni valutazione sulla tempestività della notificazione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell’art. 55 c.p.a. Ritenendo il ricorso non assistito, a un primo esame sommario, da idonee ragioni di fondatezza, ha giudicato il diniego sorretto da adeguate ragioni ostative. In particolare, l’assenza di DURC e la presenza di cartelle di pagamento inevase, pur non costituendo elementi automaticamente ostativi, sono state ritenute sicuri indici di inadeguatezza reddituale dell’impresa. La decisione è limitata alla fase cautelare e lascia impregiudicata ogni determinazione di merito, inclusa la questione della tempestività della notifica. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare richiede, nella valutazione sommaria propria della fase cautelare, ragioni di fondatezza idonee a giustificare la sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato; tali ragioni sono state ritenute insussistenti.

Massime di principio

  • Ai fini della tutela cautelare, il giudice amministrativo valuta sommariamente la fondatezza del ricorso, potendo negare la sospensione quando l’atto impugnato appaia sorretto da adeguate ragioni ostative.
  • L’assenza del DURC e l’esistenza di cartelle di pagamento inevase non costituiscono, di per sé e automaticamente, elementi ostativi; tuttavia possono assumere valore sintomatico dell’inadeguatezza reddituale dell’impresa quando siano valutati complessivamente dall’amministrazione.
  • Il rigetto della domanda cautelare sulla base di una valutazione sommaria non pregiudica l’esame di merito delle censure né le questioni processuali riservate dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

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