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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3921/2023 del 30/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la condanna per la contravvenzione prevista dagli articoli 20, commi 1 e 2, della L. 18 aprile 1975 n. 110 per presunta mancata custodia diligente di fucili. I motivi dedotti denunciavano vizio e carenza di motivazione: il Tribunale avrebbe ignorato o malvalutato le deposizioni dei testi (in particolare Principe e Aliano) che indicavano che le armi erano collocate sopra un armadio, a un'altezza raggiungibile solo con una scala e in una stanza chiusa, non visibili né immediatamente accessibili. La difesa aveva inoltre richiamato precedenti di legittimità in cui è stata ritenuta lecita la collocazione di armi sopra l'armadio, e contestava l'omessa indicazione, nella sentenza impugnata, di quali "ulteriori accorgimenti e precauzioni" sarebbero stati necessari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio che l'obbligo di diligenza nella custodia delle armi previsto dall'art. 20 L.110/1975, per i detentori non professionali, si esaurisce se sono adottate le cautele che, nelle specifiche situazioni, possono esigersi da una persona di normale prudenza (criterio dell'id quod plerumque accidit). La Corte ha rilevato l'omessa disamina della deposizione del teste Principe e l'incertezza, nella motivazione del Tribunale, circa la visibilità e l'accessibilità delle armi; le deposizioni allegate indicavano invece collocazione sopra l'armadio e uso di una scala per raggiungerle. Alla luce di precedenti conformi, la Corte ha concluso che non sussistono prove della violazione dell'obbligo di custodia e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata disponendo l'annullamento perche' "il fatto non sussiste".

Norme richiamate

  • Legge 18 aprile 1975, n. 110, art. 20, commi 1 e 2

    L'obbligo di diligenza nella custodia delle armi per i privati non professionali si intende adempiuto quando sono adottate le cautele che, nelle specifiche circostanze, si possono esigere da una persona di normale prudenza; la valutazione è concreta e relativa al criterio dell'id quod plerumque accidit.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 1, n. 46265 del 06/10/2004 (Aiello); Sez. 1, n. 6827 del 13/12/2012 (Arconte); Sez. 1, n. 35453 dell'11/05/2021 (Sciortino); Sez. 1, n.11334 del 12/02/2021 (Barale, non massimata)

    La giurisprudenza ha ritenuto in più casi che il deposito di fucili sopra un armadio all'interno dell'abitazione, specie se la stanza è chiusa e le armi non sono immediatamente accessibili, può soddisfare l'obbligo di diligenza; decisioni diverse sono valutate in relazione alla concreta accessibilità, alla frequenza d'uso del luogo e all'eventuale presence di armi cariche.

Massime di principio

  • Per i detentori non professionali l'obbligo di custodire le armi si giudica con un criterio di diligenza relativa: è sufficiente che siano adottate le cautele che una persona normale, nelle specifiche circostanze, dovrebbe tenere.
  • La mera collocazione delle armi sopra un armadio o in un luogo elevato e poco accessibile, specie se in una stanza chiusa, può essere considerata adeguata custodia e dunque escludere la responsabilità penale, se non emergono elementi che ne dimostrino l'immediata accessibilità o pericolo concreto.
  • Il giudice deve valutare e motivare espressamente tutte le deposizioni rilevanti: l'omessa valutazione di testimonianze che possono incidere sul giudizio di accessibilità delle armi può determinare l'annullamento della condanna per carenza di motivazione.
  • La prova della mancata custodia grava sull'accusa: spetta al giudice accertare, con motivazione adeguata, l'assenza delle precauzioni necessarie e l'inosservanza di un criterio di normale diligenza.
  • Circostanze aggravanti (armi cariche, collocazione in luoghi di uso frequente, presenza di minori o accesso agevole) possono far pendere la valutazione verso la responsabilità; al contrario, luoghi elevati, chiusi o altrimenti non facilmente accessibili tendono a escluderla.

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