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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51315/2023 del 22/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello che lo ha ritenuto responsabile dei delitti di truffa commessi mediante la consegna di assegni contraffatti in pagamento di veicoli; il primo motivo denunzia vizi di motivazione e violazione di legge sostenendo che le vendite non si erano perfezionate (quindi non ci sarebbe stato il raggiro), mentre il secondo motivo deduce inosservanza dell'art.129-bis c.p.p. perché la Corte non avrebbe dato seguito alla memoria con cui era stata chiesta l'attivazione della procedura di giustizia riparativa.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile: il primo motivo è stato rigettato per difetto di autosufficienza (mancanza di documentazione atta a comprovare la diversa versione offerta e carenza di specificità), mentre il secondo è stato ritenuto manifestamente infondato perché lo strumento della giustizia riparativa, ai sensi dell'art.92, comma 2-bis, D.lgs.150/2022, è entrato in vigore il 30/06/2023, successivamente alla sentenza impugnata (06/02/2023), per cui la Corte d'appello non poteva darvi applicazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione è stata adottata con motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • art. 129-bis cod. proc. pen.

    Il ricorrente ha invocato questa norma in relazione alla memoria depositata; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile non per un'interpretazione diretta della norma, bensì perché la richiesta era volta all'applicazione di uno strumento (la giustizia riparativa) non ancora in vigore alla data della sentenza impugnata, rendendo irrilevante il presunto omissione procedurale

  • art. 92, comma 2-bis, D.lgs. 150/2022

    la disposizione ha disposto che l'entrata in vigore della disciplina della giustizia riparativa sia stata posticipata al 30/06/2023

    La Corte ha interpretato questa norma nel senso che, poiché l'efficacia della giustizia riparativa è stata differita al 30/06/2023, alcuna applicazione di tale istituto poteva essere richiesta o accordata in relazione a sentenze rese anteriormente a tale data

Massime di principio

  • Per essere ammesso in Cassazione un motivo di ricorso che contesti la valutazione dei fatti è necessario accompagnarlo con documentazione o argomentazione autosufficiente: l'assenza di elementi probatori di supporto può determinare l'inammissibilità per difetto di autosufficienza
  • La consumazione della truffa può essere efficacemente riconosciuta dalla Corte quando vi sia consegna del bene e ricezione di mezzi di pagamento contraffatti senza che i danneggiati abbiano avuto motivo di sospettare: la 'grossolanità' del falso non esclude il reato se il risultato ingannevole si è realizzato
  • Le richieste di applicazione di istituti nuovi o modificati devono considerare la data di entrata in vigore delle norme: i giudici non possono applicare retroattivamente strumenti la cui efficacia è stata posticipata
  • In caso di inammissibilità del ricorso per carenze procedurali o di merito manifesto, la parte ricorrente può essere condannata alle spese e a somme in favore della Cassa delle ammende, salvo elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità
  • Quando le questioni dedotte non sono particolarmente complesse e si applicano principi consolidati, la Corte di legittimità può motivare la decisione in forma semplificata

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