Sentenza n. 1240/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Silenzio serbato sull’istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001 e successivo diniego espresso della sanatoria
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti, proprietari di un appartamento interessato da plurime modifiche interne ed esterne, tra cui diversa distribuzione degli spazi, realizzazione di soppalchi, nuovi locali igienici, modifiche alle aperture e interventi sull’invetriata prospiciente il Lungomare Trieste, avevano presentato il 17 dicembre 2024 un’istanza di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001. Dopo un preavviso di diniego, erano intervenuti il parere favorevole dell’ASL ai fini igienico-sanitari e il parere favorevole della Soprintendenza con riguardo all’invetriata. A fronte dell’inerzia comunale, i ricorrenti proponevano ricorso ex art. 116 c.p.a. per ottenere la declaratoria dell’illegittimità del silenzio. Con motivi aggiunti impugnavano poi il provvedimento comunale del 10 marzo 2026, recante il rigetto dell’istanza di sanatoria. La censura centrale consisteva nella formazione del silenzio-assenso, per decorso del termine di quarantacinque giorni previsto dall’art. 36-bis, comma 6, d.P.R. 380/2001, con conseguente inefficacia del successivo diniego.
La decisione
Il TAR ha accolto sia il ricorso principale sia i motivi aggiunti. Ha ritenuto che sull’istanza di permesso di costruire in sanatoria si fosse formato il silenzio-assenso, poiché l’istanza era stata presentata il 17 dicembre 2024 e il Comune aveva adottato il diniego soltanto il 10 marzo 2026, ben oltre il termine di quarantacinque giorni previsto dall’art. 36-bis, comma 6, d.P.R. 380/2001. Il termine può essere interrotto soltanto mediante una richiesta istruttoria motivata e puntuale, formulata nei termini; nel caso concreto non è stata ritenuta idonea a impedire la formazione del titolo per silentium la sequenza procedimentale richiamata dal Comune. Secondo il Collegio, il decorso del termine determina la formazione del titolo edilizio e consuma il potere ordinario di diniego dell’amministrazione. L’eventuale successivo accertamento della carenza dei requisiti può consentire all’amministrazione di esercitare i propri poteri di autotutela, ma non di disconoscere liberamente e senza vincoli gli effetti del silenzio-assenso. Il diniego del 10 marzo 2026 è stato pertanto dichiarato inefficace ai sensi dell’art. 2, comma 8-bis, l. 241/1990. Le spese di giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
art. 36-bis d.P.R. 380/2001
Sulla richiesta di permesso in sanatoria il dirigente o il responsabile del competente ufficio comunale si pronuncia con provvedimento motivato entro quarantacinque giorni, decorsi i quali la richiesta si intende accolta.
Il termine di quarantacinque giorni previsto per la decisione sull’istanza di permesso di costruire in sanatoria è idoneo a determinare la formazione del silenzio-assenso. Il potere ordinario di diniego si esaurisce con il decorso del termine, salvo l’esercizio dei poteri di autotutela ove ne ricorrano i presupposti.
art. 36-bis, comma 1, d.P.R. 380/2001
In caso di interventi realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire o dalla segnalazione certificata di inizio attività nelle ipotesi di cui all’articolo 34 ovvero in assenza o in difformità dalla segnalazione certificata di inizio attività nelle ipotesi di cui all’articolo 37 [...] possono ottenere il permesso di costruire e presentare la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria se l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica vigente al momento della presentazione della domanda, nonché ai requisiti prescritti dalla disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione.
La sanatoria disciplinata dall’art. 36-bis presuppone la conformità dell’intervento alla disciplina urbanistica vigente al momento della domanda e alla disciplina edilizia vigente al momento della realizzazione; il relativo accertamento deve avvenire entro il termine procedimentale stabilito dal comma 6.
art. 36-bis, comma 6, d.P.R. 380/2001
Il termine è interrotto qualora l’ufficio rappresenti esigenze istruttorie, motivate e formulate in modo puntuale nei termini stessi, e ricomincia a decorrere dalla ricezione degli elementi istruttori.
L’interruzione del termine per la formazione del silenzio-assenso richiede esigenze istruttorie puntuali e motivate, rappresentate tempestivamente dall’ufficio; il potere di interrompere il termine non è esercitabile in modo generico o indefinito.
art. 2, comma 8-bis, l. 241/1990
Il provvedimento tardivo adottato dopo la formazione del silenzio-assenso è inefficace; nel caso concreto il diniego comunale è stato quindi dichiarato inefficace.
art. 116 c.p.a.
L’azione avverso il silenzio è stata utilizzata per ottenere la declaratoria dell’illegittimità dell’inerzia comunale rispetto all’istanza di sanatoria.
Massime di principio
- Per le istanze di permesso di costruire in sanatoria disciplinate dall’art. 36-bis d.P.R. 380/2001, il decorso del termine di quarantacinque giorni senza un provvedimento motivato determina la formazione del silenzio-assenso.
- Il termine previsto dall’art. 36-bis, comma 6, d.P.R. 380/2001 può essere interrotto soltanto da esigenze istruttorie motivate e formulate in modo puntuale entro il termine; in mancanza, il termine decorre senza ulteriori sospensioni o interruzioni.
- Dopo la formazione del silenzio-assenso sulla sanatoria edilizia, l’amministrazione non può adottare un diniego tardivo nell’esercizio del potere ordinario, poiché tale provvedimento è inefficace ai sensi dell’art. 2, comma 8-bis, l. 241/1990.
- L’eventuale accertamento successivo della carenza dei requisiti per la sanatoria non consente all’amministrazione di disconoscere liberamente il titolo formatosi per silentium, ma impone, ove ne ricorrano i presupposti, l’esercizio dei poteri di autotutela secondo le relative garanzie e condizioni.
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