Ordinanza n. 802/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’ordinanza emessa dal Comune di Crispano, V Settore, in data 29/12/2025, n. 5, conosciuta in data 29/12/2025, a seguito di notifica, con cui è stato ingiunto al Sig. DEZIO Biagio, nato a Casoria (NA) il 10/10/1951 e al Sig. DEZIO Antonio, nato a Napoli il 12/01/1980, di provvedere, a propria cura e spese, alla demolizione di opere abusive ai sensi dell’art. 31 del D.P.R. 380/01 per l’abuso in Via S. Barbara 1 Trav. sx, civ. 6, eseguiti in assenza di titolo abilitativo, entro il termine perentorio di giorni 90 (novanta) con effetto dalla data di notifica della cennata ordinanza.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di opere abusive consistenti nell’ampliamento con sovraelevazione di un immobile, eseguite in assenza di titolo abilitativo
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, l’ordinanza con cui il Comune gli ha ingiunto di demolire, entro novanta giorni dalla notifica, opere edilizie abusive realizzate in assenza di titolo abilitativo. La difesa cautelare si fondava su profili meramente procedimentali, riconducibili al legittimo affidamento, al decorso del tempo e al difetto di istruttoria. Il provvedimento comunale risultava invece fondato sui riscontri degli organi comunali di vigilanza circa la realizzazione di un macroscopico ampliamento con sovraelevazione privo di titoli edilizi. È stata inoltre prospettata la possibile incidenza della demolizione sul manufatto sottostante, ritenuto legittimo.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistenti i presupposti per la sospensione dell’ordinanza. Ha rilevato che l’abuso è macroscopico e adeguatamente comprovato da riscontri degli organi comunali di vigilanza, sicché le deduzioni fondate su affidamento, passaggio del tempo e difetto di istruttoria non sono idonee, secondo giurisprudenza costante richiamata dal giudice, a determinare l’annullamento di un ordine di demolizione adeguatamente istruito. Le eventuali questioni relative agli effetti della demolizione sul manufatto legittimo sottostante dovranno essere valutate nella fase esecutiva, qualora il destinatario non provveda spontaneamente nei termini. Il potere pubblico di tutela del territorio non recede per conseguenze pregiudizievoli della demolizione riconducibili esclusivamente alla condotta illecita del privato. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
La disposizione costituisce la base dell’ordinanza di demolizione delle opere realizzate in assenza di titolo abilitativo; nel caso concreto il giudice ha ritenuto l’abuso macroscopico e l’ordine sostenuto da adeguati riscontri comunali.
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare e il potere del giudice amministrativo di pronunciarsi sulla sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato; l’istanza è stata respinta.
Massime di principio
- Un abuso edilizio macroscopico, quale l’ampliamento di un immobile con sovraelevazione realizzato in assenza di titolo abilitativo, legittima il mantenimento dell’ordine di demolizione quando l’accertamento sia sorretto da adeguati riscontri degli organi comunali di vigilanza.
- Nei confronti di un ordine di demolizione adeguatamente istruito, il mero decorso del tempo e il richiamo al legittimo affidamento non costituiscono, di per sé, validi motivi per ottenerne l’annullamento o la sospensione.
- La prospettazione di un difetto di istruttoria non è fondata quando l’amministrazione abbia acquisito riscontri adeguati e non contestati sulla consistenza e sull’abusività delle opere.
- Le conseguenze della demolizione di opere abusive su un manufatto sottostante legittimo possono essere valutate nella fase esecutiva; tali conseguenze non impediscono l’esercizio del potere di tutela del territorio quando derivino esclusivamente dalla condotta illecita del privato.
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