Sentenza n. 2659/2026 - Napoli, Sezione 3
per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Napoli Nord sez. Lavoro n. 4194/2024 pubblicata in data 30/09/2024, in esito al giudizio recante R.G. n. 15343/2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., ritenendo che la dichiarazione del ricorrente circa l'avvenuto pagamento, non assistita da oggettivi elementi probatori, non consentisse di dichiarare la cessazione della materia del contendere. La natura processuale della pronuncia ha indotto il Collegio a compensare integralmente le spese di lite.
Atto impugnato: mancata esecuzione del giudicato formatosi su una sentenza del giudice ordinario del lavoro
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza al giudicato formatosi su una sentenza del Tribunale ordinario, sezione lavoro. Nel corso del giudizio ha dichiarato, tramite il proprio difensore, di essere stato pagato dall'amministrazione, chiedendo quindi la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la condanna del Ministero alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale. La dichiarazione non era accompagnata da elementi probatori oggettivi.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Richiamato quale base normativa del giudizio di ottemperanza.
art. 84, comma 4, c.p.a.
Applicato per dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, la dichiarazione della parte ricorrente di avere conseguito l'adempimento nelle more determina l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse quando non sia accompagnata da elementi probatori oggettivi sufficienti a dimostrare l'integrale soddisfazione della pretesa; in tale situazione non può essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
- La cessazione della materia del contendere presuppone l'accertamento, sulla base di elementi oggettivi, della piena soddisfazione della pretesa azionata e della conseguente inutilità della decisione; una mera dichiarazione di parte non adeguatamente documentata non è sufficiente.
- Quando la pronuncia definisce il giudizio per una ragione processuale di improcedibilità derivante dalla sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può compensare le spese di lite in considerazione della natura processuale della decisione.
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