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Ordinanza

Ordinanza n. 2787/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202605121

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Lazio, Sezione staccata di Latina, che aveva respinto la domanda cautelare contro un provvedimento di divieto di accesso e stazionamento presso determinati pubblici esercizi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni statali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il destinatario del provvedimento ha proposto appello cautelare contro l’ordinanza del TAR che aveva negato la sospensione dell’efficacia del divieto. Dalla motivazione dell’ordinanza di appello emerge che il provvedimento amministrativo vietava l’accesso e lo stazionamento presso una tipologia determinata di pubblici esercizi, nella fascia oraria dalle 15:00 alle 6:00. L’appellante deduceva, in particolare, il pregiudizio alle proprie esigenze di vita, sociali e di mobilità, contestando implicitamente la concretezza e determinatezza dell’ambito applicativo della misura e la sua proporzionalità rispetto alle finalità di prevenzione della sicurezza pubblica. Il provvedimento era collegato a comportamenti ritenuti suscettibili di favorire la diffusione e il consumo incontrollati di sostanze stupefacenti.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare, confermando in sostanza la reiezione della domanda cautelare pronunciata dal TAR. Ha ritenuto che il provvedimento impugnato avesse un ambito applicativo sufficientemente concreto e determinato, poiché individuava con precisione la tipologia dei pubblici esercizi interessati dal divieto. Ha inoltre escluso che la misura ostacolasse in modo significativo il soddisfacimento delle esigenze di vita dell’interessato, valorizzando sia la limitazione oraria, operante dalle 15:00 alle 6:00, sia la possibilità di accedere ad esercizi commerciali diversi da quelli indicati senza necessariamente stazionare nelle loro immediate vicinanze. Il pregiudizio alle esigenze sociali e di mobilità è stato ritenuto non sproporzionato rispetto alla finalità preventiva di tutela della sicurezza pubblica, in relazione al pericolo derivante da comportamenti suscettibili di favorire la diffusione e il consumo incontrollati di sostanze stupefacenti. Le spese del giudizio cautelare di appello sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Visto l’art. 62 cod. proc. amm.

    La disposizione costituisce la base processuale dell’appello cautelare davanti al Consiglio di Stato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

    La norma è richiamata quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell’appellante.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    e dell’articolo 10 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016

    La disposizione è richiamata, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Un provvedimento amministrativo limitativo della libertà di accesso e stazionamento soddisfa il requisito di concretezza e determinatezza quando individua con precisione la tipologia dei luoghi pubblici interessati e delimita chiaramente l’ambito temporale del divieto.
  • Nel giudizio cautelare, la compressione delle esigenze di vita, sociali e di mobilità del destinatario deve essere valutata in concreto, considerando sia la fascia oraria della limitazione sia la possibilità di fruire di luoghi o esercizi alternativi.
  • Una misura preventiva di limitazione dell’accesso e dello stazionamento può ritenersi proporzionata quando il pregiudizio arrecato al destinatario non eccede quanto necessario rispetto alla finalità di prevenzione di condotte suscettibili di compromettere la sicurezza pubblica, anche in relazione alla diffusione e al consumo incontrollati di sostanze stupefacenti.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaOrdine e sicurezza pubblicaTutela cautelareAppello
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

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