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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM I876 n. 31496 del 18/03/2025

MORELLATO-ACCORDI DI DISTRIBUZIONE

AGCMI876

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di Morellato S.p.A. per verificare se il contratto di distribuzione selettiva e, in particolare, il divieto imposto ai distributori autorizzati di vendere tramite marketplace di terzi integri un’intesa verticale restrittiva della concorrenza ai sensi dell’art. 101 TFUE. Il provvedimento si concentra sul settore di gioielli e orologi di fascia media/accessibile, rileva la presenza di Morellato anche sui marketplace tramite proprie controllate e valuta la possibile natura discriminatoria e non proporzionata della clausola. Non viene accertata l’infrazione né irrogata una sanzione, trattandosi di atto di avvio istruttorio.

Morellato S.p.A.: presunta intesa verticale restrittiva sui marketplace nei contratti di distribuzione selettiva; avvio istruttoria AGCM

Morellato - accordi di distribuzione e divieto di marketplace

Il provvedimento riguarda l’avvio di un’istruttoria AGCM nei confronti di Morellato S.p.A. per verificare se, nell’ambito della propria rete di distribuzione selettiva, il divieto imposto ai distributori autorizzati di vendere tramite marketplace di terzi integri un’intesa verticale restrittiva della concorrenza ai sensi dell’art. 101 TFUE. L’Autorità non accerta l’infrazione, ma ritiene la segnalazione e le evidenze acquisite sufficienti per avviare il procedimento.

Parti e contesto aziendale

Morellato S.p.A. è descritta come un primario operatore nella produzione e vendita di gioielli e orologi, titolare di vari marchi e licenziataria di ulteriori brand. Il Gruppo Morellato controlla anche D.I.P. Diffusione Italiana Preziosi S.p.A., CIPIEMME S.r.l. e partecipa in Arca S.r.l.; nel 2024 ha realizzato un fatturato consolidato mondiale di circa 737 milioni di euro, di cui circa 224 milioni in Italia.

Origine del procedimento e segnalazione

Il procedimento nasce da una segnalazione anonima ricevuta il 28 agosto 2024 tramite la piattaforma Whistleblowing. Il segnalante lamenta un divieto contrattuale esplicito che impedirebbe ai distributori autorizzati di vendere i prodotti Morellato su marketplace di soggetti terzi. Con riferimento ad Amazon.it, la segnalazione evidenzia che la vendita dei prodotti acquistati dai distributori sarebbe ostacolata da un sistema di codici elaborato da Morellato, concepito per prevenire la contraffazione ma applicato anche ai prodotti legittimamente acquistati.

Risultanze preistruttorie e contenuto del contratto

A seguito di richieste di informazioni, l’Autorità acquisisce il contratto di distribuzione al dettaglio e altri elementi istruttori. Il contratto è inquadrato come accordo di distribuzione selettiva, con criteri di selezione per i punti vendita fisici e per il commercio online. Nell’allegato relativo al commercio online, Morellato disciplina le caratteristiche dei siti web dei rivenditori e, soprattutto, vieta espressamente le vendite tramite negozi e rivenditori sul web e piattaforme di terzi, come Amazon ed eBay. L’Autorità osserva inoltre che la stessa Morellato, tramite una propria controllata, utilizza i marketplace per vendere i propri prodotti.

Quadro normativo e valutazione preliminare

L’AGCM richiama l’art. 101 TFUE, il Regolamento (UE) 2022/720 e gli Orientamenti sulle restrizioni verticali. Ricorda che gli accordi verticali sono, in linea di principio, esentati se le quote di mercato di fornitore e acquirente non superano il 30%, salvo la presenza di restrizioni fondamentali. Tra queste rientra la pratica di impedire l’uso efficace di internet da parte dell’acquirente o dei suoi clienti. Gli Orientamenti precisano inoltre che le restrizioni relative ai marketplace possono essere compatibili solo se non hanno l’oggetto di impedire l’uso effettivo di internet per la vendita dei beni contrattuali.

Mercati interessati

L’Autorità individua come mercati rilevanti, in via preliminare, la vendita di gioielli di fascia media/accessibile e la vendita di orologi di fascia media. Sottolinea che tali beni si differenziano da quelli di lusso soprattutto per prezzo, caratteristiche tecniche, design, immagine e prestigio, con possibile ulteriore segmentazione per fasce di prezzo. Dal punto di vista geografico, i mercati appaiono avere dimensione nazionale. La strategia commerciale di Morellato è definita omnichannel: negozi fisici di proprietà, gioiellieri autorizzati, e-commerce proprietario e uso diretto di store dematerializzati su marketplace.

Valutazioni dell’Autorità sulla condotta

Secondo l’AGCM, la clausola che vieta ai distributori l’uso dei marketplace appare discriminatoria e non proporzionata, in quanto preclude una specifica modalità di vendita online ai rivenditori mentre Morellato vi opera direttamente. Tale impostazione è ritenuta potenzialmente idonea a ostacolare l’uso efficace di internet e a limitare lo sviluppo concorrenziale del canale distributivo. L’Autorità richiama anche la giurisprudenza europea in materia di distribuzione selettiva e di restrizioni verticali, evidenziando che la liceità di tali sistemi dipende dalla presenza di criteri oggettivi, qualitativi, non discriminatori e necessari rispetto all’obiettivo perseguito.

Pregiudizio al commercio intra-UE

L’AGCM ritiene che la fattispecie sia idonea a pregiudicare il commercio tra Stati membri, poiché riguarda un mercato almeno nazionale e vendite online accessibili, in linea di principio, a consumatori situati in diversi Paesi dell’Unione. Il riferimento è alla nozione di pregiudizio al commercio elaborata dalla Commissione europea.

Esito procedurale

L’Autorità conclude che le condizioni commerciali applicate nei rapporti con la rete di distributori online appaiono costituire un insieme di intese verticali restrittive della concorrenza, in violazione dell’art. 101 TFUE. Viene quindi deliberato l’avvio dell’istruttoria ex art. 14 l. 287/1990 nei confronti di Morellato S.p.A. Il provvedimento fissa il termine di 60 giorni dalla notifica per chiedere l’audizione, indica il responsabile del procedimento e stabilisce che il procedimento dovrà concludersi entro il 20 marzo 2026.

Punti principali

Parte interessata e attività svolta

Morellato S.p.A. è descritta come un primario operatore nella produzione e vendita di gioielli e orologi, titolare e licenziataria di numerosi marchi. Il gruppo controlla anche società attive nella distribuzione al dettaglio, all’ingrosso e nella produzione di astucci, con un fatturato consolidato 2024 di circa 737 milioni di euro, di cui circa 224 milioni in Italia.

Segnalazione e clausola contestata

L’istruttoria origina da una segnalazione anonima pervenuta sulla piattaforma Whistleblowing dell’Autorità. La condotta denunciata consiste nell’imposizione ai distributori autorizzati di un divieto espresso di vendita su marketplace di terzi, con particolare riferimento ad Amazon.it, dove Morellato opera però anche con un proprio virtual store. Secondo la segnalazione, il sistema tecnico adottato impedirebbe ai rivenditori di caricare prodotti acquistati regolarmente, tramite l’associazione di codici elaborati ad hoc.

Struttura contrattuale e distribuzione selettiva

Dalle verifiche preistruttorie emerge un "contratto di distribuzione al dettaglio" riconducibile a un sistema di distribuzione selettiva. Il contratto prevede criteri per la selezione dei punti vendita fisici, criteri per il commercio online e, in particolare, un divieto esplicito di utilizzare marketplace come Amazon ed eBay. L’Autorità rileva che, mentre ai distributori è precluso l’uso dei marketplace, Morellato vi farebbe ricorso direttamente tramite società controllate.

Quadro normativo e qualificazione preliminare

Il provvedimento richiama l’art. 101 TFUE, il Regolamento (UE) 2022/720 e gli Orientamenti sulle restrizioni verticali. L’Autorità osserva che un sistema di distribuzione selettiva è compatibile con il diritto antitrust solo se fondato su criteri oggettivi, qualitativi, non discriminatori e proporzionati; inoltre, le restrizioni che impediscono l’uso efficace di internet possono integrare una restrizione fondamentale (hardcore restriction) e far venir meno il beneficio dell’esenzione per categoria.

Mercato interessato e pregiudizio al commercio

L’Autorità individua, in via preliminare, i mercati dei gioielli di fascia media/accessibile e degli orologi di fascia media, con possibile ulteriore segmentazione per fasce di prezzo. Il mercato geografico è ritenuto almeno nazionale. La condotta è considerata idonea a pregiudicare il commercio tra Stati membri, poiché incide su vendite online accessibili in linea di principio a consumatori di diversi Paesi.

Avvio del procedimento e termini

Ritenuta la possibile esistenza di intese verticali restrittive della concorrenza, l’AGCM dispone l’avvio dell’istruttoria nei confronti di Morellato S.p.A. ai sensi dell’art. 14 della legge n. 287/1990. Il procedimento deve concludersi entro il 20 marzo 2026; è inoltre fissato il termine di 60 giorni dalla notifica per l’esercizio del diritto di essere sentiti.

Come è indicizzato

Materieintese restrittiveaccordi verticalidistribuzione selettivamarketplaceart. 101 tfue

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