Cassazione Penale, Sentenza n. 31748/2024 del 02/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorrente ha rinunciato al ricorso con atto del 18 aprile 2024; la Corte di Cassazione ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso per rinuncia e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 500 in favore della cassa delle ammende
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in Cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva disposto la revoca della pena sospesa nei confronti del ricorrente
Norme richiamate
Regole processuali sulla rinuncia al ricorso in Cassazione
La rinuncia al ricorso comporta l'inammissibilità dello stesso; la Corte ha applicato la conseguenza processuale della condanna alle spese e l'ammenda prevista per il rinunciante
Massime di principio
- La rinuncia espressa ad un ricorso in Cassazione determina l'inammissibilità dell'atto e comporta normalmente la condanna alle spese processuali e, se previsto, il pagamento di una somma a titolo di ammenda
- Prima di rinunciare a un ricorso è necessario valutare attentamente le conseguenze sostanziali e processuali, perché la rinuncia preclude la possibilità di ottenere la pronuncia della Corte sul merito dell'impugnazione
- La rinuncia deve essere formale e tempestiva; dichiarazioni di rinuncia integrate nell'iter processuale vengono rilevate dalla Corte come causa di estinzione/inammissibilità del gravame
- Se l'obiettivo è ottenere la conservazione del beneficio (es. sospensione della pena), non rinunciare senza aver esaurito tutte le vie processuali idonee (competente verifica del difensore)
- Nel dubbio, consultare il difensore per valutare alternative (es. istanze al giudice dell'esecuzione, rimedi straordinari) e per prevenire condanne per spese e ammende
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