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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17486/2024 del 30/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la parte dell'ordinanza che ha rideterminato il trattamento sanzionatorio in sede esecutiva dopo il riconoscimento della continuazione ai sensi dell'art.671 cod. proc. pen. Lamentava violazione degli artt.81, 132, 133 cod. pen. e 671 cod. proc. pen. e carenza di motivazione, in particolare per l'omesso scorporo delle violazioni già riunite in continuazione dalla sentenza n.3 e per non aver individuato la pena base sul reato piu' grave prima di applicare gli aumenti per i reati-satellite.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha spiegato che il giudice dell'esecuzione deve prima scorporare i reati che il giudice della cognizione aveva unificato in continuazione, individuare il reato piu' grave e la pena base per quest'ultimo, e solo dopo applicare gli aumenti per i reati-satellite, senza superare gli aumenti fissati dal giudice della cognizione. Poiché la Corte territoriale non ha effettuato lo scorporo né individuato la pena base, la Cassazione ha annullato l'ordinanza limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha rinviato alla Corte di appello di Napoli, in diversa composizione, per un nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art.671 cod. proc. pen.

    Disciplina la continuazione in sede esecutiva; la Corte ha richiamato la necessità che il giudice dell'esecuzione applichi la procedura di scorporo e rideterminazione della pena secondo i criteri fissati per la continuazione

  • art.81 cod. pen.

    Principio di continuazione fra reati; va considerato con riferimento al compendio delle sentenze: il giudice dell'esecuzione deve rispettare la struttura delle continuazioni già dichiarate dal giudice della cognizione

  • art.132 cod. pen.

    Regole per la determinazione della pena; richiamata in rapporto alla necessità di individuare la pena base e gli eventuali aumenti

  • art.133 cod. pen.

    Criteri per il cumulo e la determinazione delle pene; interpretato nel senso che gli aumenti per reati-satellite non possono eccedere quelli già fissati dal giudice della cognizione

  • art.606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norma riferita ai motivi di impugnazione in cassazione; il ricorrente ha dedotto violazione di norme e vizio di motivazione ai sensi di tali lettere

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione, quando ridetermina la pena per continuazione fra sentenze irrevocabili, deve prima scorporare i reati che il giudice della cognizione aveva già riunito in continuazione e identificare il reato piu' grave come base del nuovo calcolo.
  • Solo dopo avere individuato la pena base per il reato piu' grave il giudice dell'esecuzione puo' applicare gli aumenti per i reati-satellite; tali aumenti non possono essere superiori a quelli determinati dal giudice della cognizione nelle sentenze irrevocabili.
  • È necessario motivare specificamente lo scorporo e la quantificazione degli aumenti: l'omessa o carente motivazione sul trattamento sanzionatorio può determinare l'annullamento e il rinvio per nuovo giudizio.
  • Se una sentenza ha già riconosciuto una continuazione "interna" tra più violazioni, il giudice dell'esecuzione non deve considerare come unica pena complessiva senza prima separare le componenti per applicare correttamente la riformulazione della continuazione fra sentenze.
  • In caso di errori procedurali nel calcolo della pena in sede esecutiva la Cassazione può annullare la decisione solo nella parte affetta da vizio e disporre il rinvio alla corte territoriale per un nuovo esame in diversa composizione.

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