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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6550/2025 del 17/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che ha respinto le richieste di affidamento in prova e di semilibertà. Denuncia violazione e vizio di motivazione ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen., per presunta erronea applicazione degli artt. 47, 48 e 50 Ord. pen. e per non aver considerato appropriatamente la relazione comportamentale aggiornata del 23/09/2024 (che segnalava comportamento positivo, regolare fruizione di permessi premio e un encomio per aver salvato un altro detenuto). Lamenta inoltre che il Tribunale abbia richiamato genericamente i precedenti penali senza valutarne la reale gravità e l'effettiva ostatività alle misure alternative; contesta la valutazione negativa della opportunità lavorativa prospettata, ritenendola concreta e confermata dalla Questura, nonostante i precedenti penali risultanti a carico del datore di lavoro; sottolinea infine che i procedimenti pendenti devono essere valutati alla stregua della presunzione di non colpevolezza e che potrebbe intervenire la remissione delle querele.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto la motivazione del Tribunale di sorveglianza adeguata: è necessaria una prosecuzione dell'osservazione inframuraria in considerazione dei numerosi precedenti penali, delle numerose pendenze e dell'assenza di una valida opportunità lavorativa (la prospettata era ritenuta inidonea in ragione dei precedenti del datore di lavoro). Il giudice di merito ha inoltre tenuto conto del parere del gruppo di osservazione che aveva suggerito la detenzione domiciliare (misura non richiesta dal condannato) e aveva segnalato l'opportunità di vietare l'uso di mezzi informatici data la natura "on line" di molte pendenze. La Corte ha spiegato che la relazione aggiornata di settembre 2024 non contiene elementi tali da imporsi rispetto alla valutazione complessiva svolta dal Tribunale, e che il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in richiesta di nuovo apprezzamento di fatto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 47 Ordinamento penitenziario

    La norma disciplina le misure alternative che consentono l'esecuzione esterna della pena quando sia ragionevole una prognosi di reinserimento; il giudice deve valutare la concreta affidabilità e la presenza di condizioni (lavoro, comportamento, assenza di ostatività) e può ritenere necessaria ulteriore osservazione intramuraria se tali elementi non risultano consolidati.

  • art. 48 Ordinamento penitenziario

    Riguarda le modalità e i presupposti per l'affidamento in prova; la Corte ha dato rilievo alla necessità di una valutazione graduata dell'affidabilità esterna e alla rilevanza delle pendenze e dei precedenti nel determinare l'idoneità alla misura.

  • art. 50 Ordinamento penitenziario

    Disciplina la semilibertà; il giudice può escluderla se le informazioni di polizia e la situazione del datore di lavoro rendono l'opportunità lavorativa non valida o inidonea a garantire lo scopo rieducativo.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Indica i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione). La Corte ha ritenuto che le doglianze sollevate fossero, in realtà, richieste di nuovo apprezzamento del merito e non profili di illegittimità o di manifesta carenza logico-motivazionale rilevabili in sede di legittimità.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita la riproduzione del motivo di ricorso in cassazione nei termini procedurali; applicato per delimitare l'esame del motivo secondo i limiti autorizzati.

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Regola la trattazione orale in Cassazione; la richiesta di trattazione orale è stata respinta come impropria per il procedimento disciplinato dall'art. 611.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso in Cassazione; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese.

Massime di principio

  • La concessione di misure alternative (affidamento in prova, semilibertà) richiede non solo segnali positivi di comportamento ma una valutazione complessiva della concreta affidabilità: precedenti penali numerosi e pendenze rilevanti possono giustificare la prosecuzione dell'osservazione inframuraria.
  • La relazione comportamentale positiva e permessi premio sono elementi favorevoli ma non necessariamente determinanti se il gruppo di osservazione o altre informazioni di polizia non raccomandano espressamente la misura alternativa.
  • Un'opportunità lavorativa deve essere concreta e compatibile con le esigenze di trattamento; criticità relative al datore di lavoro (es. suoi precedenti) possono rendere l'impiego inidoneo ai fini della concessione della misura.
  • I procedimenti pendenti mantengono la presunzione di non colpevolezza, ma le pendenze possono comunque influenzare la valutazione del rischio e dell'affidabilità del detenuto; la possibile remissione di querela non elimina la valutazione attuale delle pendenze.
  • Il ricorso per cassazione non è l'istanza per riformulare o rivedere il giudizio di merito: anomalie di merito che consistono in diversa valutazione degli elementi probatori non sono di regola sindacabili in sede di legittimità salvo che emergano vizi di motivazione manifesti o violazioni di legge.
  • Se il gruppo di osservazione suggerisce misure alternative diverse (es. detenzione domiciliare), il difensore dovrebbe proporre espressamente quelle misure e documentarne la fattibilità per evitare che il giudice le ritenga non richieste.

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